Archivi 2000

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Gennaio-Febbraio 2000:

Comunicare agli altri la Gioia del Natale

A Natale, bbiamo presentato il nostro spettacolo in 15 istituti diversi– centri per bambini, scuole, case di riposo e ospedali. Gli interpreti principali del nostro Teatrino, Bunny e Piper, hanno cantato una canzone sulla nascita di Gesf, la stalla e gli animali. Poi hanno raccontato la storia di una stellina che fu scelta da Dio per guidare i Re Magi. I pagliacci hanno ballato, giocato e fatto ridere tutti. Poi abbiamo cantato tutti insieme “Tanti auguri a te” a Gesù, e promesso di dare a Lui, come regalo di Natale, il nostro cuore.

Centro Autistico- Rijeka. Jeffrey (7) con i nostri amici a Rovereto.

‘Slava Raskaj’ a Rijeka. Scuola a Rovigno, Croazia..

Non avevamo mai fatto prima uno spettacolo per bambini sordomuti (Vedi foto ‘Slava Raskaj‘), e non eravamo sicuri quanto avrebbero capito, ma, come la loro insegnante Malik ci ha detto, ” I bambini hanno sentito la gioia, l’amore e l’atmosfera di felicite, e questo gli ha fatto davvero bene. E’ stato cose bello vederli felici!” La stessa cosa e successa al centro per bambini autistici: I bambini hanno riso, ballato e portato tanta gioia a noi e agli insegnanti.

Un fatto ovvio, questo Natale: molte famiglie avevano dimenticato il vero senso del Natale. Siamo andati a cantare per le case, sia in Croazia che in Italia, e molti ci hanno ringraziato perche non lo fa pif nessuno. Come dice una delle nostre canzoni: “Quel che il vero Natale vuol dire e l’amore che agli altri si da”.

La Casa di Riposo di Rovereto ha intrecciato da anni un rapporto di amicizia con il Centro YEN/Koraci di Rijeka ( un’ organizzazione per profughi), e anche questo Natale siamo stati mediatori per il consueto scambio di doni fra gli anziani di entrambi i Paesi. L’amore e sempre la lingua pif comprensibile!

Siamo anche stati alla Casa Perez di Negrar, una casa di riposo per sacerdoti e missionari, e presentare il nostro programma natalizio a loro non e stata la solita esperienza, ma qualcosa di pif. I nostri ragazzi hanno potuto condividere come Gesf ha trasformato la loro vita, e dato il “via” alla loro vocazione di volontari, quasi per continuare la missione di questi cari anziani.

Un momento di gioia per gli anziani–Rijeka. Ospedale di Negrar.

 

Marzo-Aprile 2000:

Il giardino

“Alzati e indossa un bel sorriso!” Erano le parole della canzone di apertura del nostro nuovo programma. Poi ci siamo ritrovati in un giardino, lavorando,imparando,e prendendoci cura delle piante. La canzone e il balletto “impara una cosa nuova”, ha radicato nelle nostre menti e in quella dei bambini, l’importanza dell’imparare e come può anche essere divertente.

Noi anche eravamo nel giardino- ma questa volta qualche cosa era cambiata. I fiori e gli alberi erano tutti tristi , perché ognuno desiderava essere qualcos’altro: la quercia desiderava essere un pino, il pino desiderava essere una vite. Solo una piccola margherita era contenta che il giardiniere l’avesse fatta così com’era- Lei voleva solo essere la migliore margheritina possibile e con il suo sorriso e la sua contentezza convinse tutti che questo era il miglior modo per essere felici.

Poi i pupazzi Bunny e Peepers , cantarono e illustrarono la famosa favola delle due anatre e la rana e la sua lezione che l’orgoglio viene prima della caduta.

Dopo lo spettacolo dei burattini, abbiamo fatto un balletto con movimenti che spiegano la canzone:”Rimani dolce ” – un ammonizione a non litigare ed arrabbiarsi , ma piuttosto essere gentili ed amorevoli l’uno con l’altro- Poi è stato il momento per essere felici e cantare e ballare, e suonare tutti insieme-

Un “pubblico affascinato” durante il nostro – E la loro reazione! –

Durante questi due mesi abbiamo fatto spettacoli in un istituto per anziani “Dom Turnic” , un centro per bambini autistici, ed un asilo a“Podmurvice” .

Le persone in Don Turnic erano così felici che qualcuno si preoccupasse abbastanza da visitarli e fare un programma per loro. Hanno sperato che questo fosse solo l’inizio di una serie di visite e di amicizia.

Nel centro per bambini autistici , era la nostra terza rappresentazione. Tania una delle insegnanti, ci ha parlato di uno dei ragazzi del centro di nome Sandro: “Dopo la vostra prima visita ,lui ha continuato a parlare ai suoi genitori di voi, i clown felici. Molti programmi e gruppi sono venuti nel nostro centro , ma voi e il vostro amore è ciò che è rimasto in lui”. Questa volta i bambini erano molto più aperti di prima, e hanno partecipato ai giochi e ai balli. Un altro studente Hari, non era mai stato capace di uscire fuori dalla sua conchiglia , e si spaventava sempre quando qualcuno di noi , provava un approccio con lui. Questa volta pero , con la sorpresa di tutti, lui cambiò completamente—ballava con tutti—quando poi ce ne andammo ci fece un gran sorriso.”Se noi possiamo tirar fuori dal suo piccolo mondo ,uno di questi bambini, ogni volta che ci visitate, molto presto saremo vicini al raggiungimento del nostro scopo”, disse Vlado, il direttore del centro.

VOJNIC—Cambiando il mondo un cuore alla Volta

 

(Cinque degli otto figli di Franjo e Dragica – una famiglia di profughi in Voinjc) Campo minato: passato e presente….( Il nastro segnalatorio indica l’area minata .)

Le persone che adesso vivono in Vojnic (nord Croazia) erano stati mandati via a forza dalle loro case della Bosnia Serba cinque anni fa – senza la minima speranza di poter ritornare, immaginate in che stato di disperazione fossero avendo perso tutto della normale vita che conducevano, e senza prospettive per il futuro.

Noi abbiamo visitato quella zona la prima volta nel 1998 con la nostra amica- Natasa Crugnale (di un organizzazione umanitaria-CRIED- Canadese). La nostra intenzione era quella di aiutare a distribuire gli aiuti umanitari , ed incoraggiare le famiglie ad andare avanti con gioia malgrado le loro difficoltà. Da allora abbiamo fatto visita per più di dieci volte, abbiamo fatto spettacoli per tutta la città tre volte , e recentemente, abbiamo iniziato un corso di inglese insegnando ai più giovani. Quello che è sorprendente , è che adesso , passati due anni, uno che conosceva la gente di Vojnic da prima , può vedere la differenza nelle loro vite.

Noi abbiamo lavorato sul principio di “cambiare un cuore per volta”. Come la storia del vecchio pastore che viveva in una zona deserta della Francia. Lui era determinato a piantare alberi nella sua provincia, e riportare la vita che c’era una volta in abbondanza-

Il vecchio pastore , selezionava i semi ogni sera, poi ogni giorno mentre pascolava le sue pecore, camminava per un po’ di metri e piantava un seme per terra, camminava ancora e ne piantava un altro.

Un ospite passò una volta dalla casa del pastore e disse: “Tu sei pazzo! Non vedrai neppure questi alberi crescere !” Il pastore continuò ad andare avanti lo stesso, piantando seme dopo seme, giorno per giorno, e i giorni diventarono mesi e i mesi anni. Vent’anni dopo una giovane foresta emergeva e zona cominciò a tornare di nuovo alla vita.

Il vecchio pastore credeva che lui avrebbe potuto cambiare la sua parte di mondo- e lo fece, piantando un seme per volta……

Noi abbiamo iniziato con una o due persone , poi alcune famiglie, consigliandoli e incoraggiandoli , suonando musica con un messaggio, dando del materiale da leggere che da ispirazione e motivazione. Adesso noi insegniamo ad una classe di trenta studenti di inglese (dell’età dagli 8 ai 15, e un paio più grandi ) e anche3 se il nostro scopo principale è quello di insegnargli l’inglese, il nostro obbiettivo principale è di insegnare a questi bambini come amarsi gli uni gli altri, e come essere felici aiutando gli altri nel bisogno.

Non puoi cambiare il mondo? Oh si che puoi! Tu lo stai cambiando se stai condividendo l’amore con quelli intorno a te.

Maggio-Giugno 2000:

Dalla Croazia facciamo viaggi in Bosnia e Erzegovina, almeno 3 o 4 volte all’anno – e anche se ci siamo ormai abituati allo scenario, ogni viaggio è un’esperienza unica. Seguono alcune

IMPRESSIONI E FATTI DAL NOSTRO

ULTIMO VIAGGIO IN BOSNIA

I bambini

I bambini hanno fatto salti e urla di gioia nel vederci arrivare. Ci hanno recitato brani del nostro spettacolo dell’anno scorso – una prova evidente che il messaggio contenuto nelle nostre scenette e canzoni rimarrà nel loro cuore e aiuterà a formare il loro carattere.

Nel campo profughi di Capljina, un giovane turista irlandese ci ha chiesto: “Ma non pensate al vostro futuro? Non ve ne importa di far soldi?” E poi, rispondendo alla sua stessa domanda : “Ma è naturale che non ci pensiate. Poter portare un sorriso sul viso di questi bimbi è tutto quello che conta, non è vero? Se solo potessi farlo anch’io”.

Un altro giovane che vive nel campo di Jablanica, ci ha detto: “Grazie di cuore per essere venuti! Per favore, venite più che potete – I bambini sono molto più felici quando venite a trovarli!”

Murales pacifista a Mostar

Ospitalità bosniaca

Dopo aver vis-itato un campo profughi, siamo andati a trovare una famiglia che Paolo, Andrea e Jonathan avevano conosciuto un anno fa. La mamma era così felice di vederci, che non ci ha fatto andar via finchè non ci aveva servito tutto quello che c’era in casa. Continuava a scusarsi per non aver preparato un pranzo speciale, non sapendo che saremmo arrivati. Anche se non è facile per noi accettare questo tipo di ospitalità da persone che hanno così poco, sappiamo che questo è parte della loro cultura e che li rende veramente felici condividere quello che hanno con i loro ospiti.

Visite alle famiglie

Anche se secondo le notizie la guerra è finita, molta gente in Bosnia vive ancora nei ricordi di guerra – Un uomo ci ha detto: ” Come potremmo dimenticare?” Il bisogno di aiuti materiali è grande, ma la fame di speranza e amore è ancora più grande. Tanti hanno il cuore ancora imprigionato e nella loro mente continuano a rivivere le torture della guerra. Da quando abbiamo iniziato a visitare questo paese, il nostro compito è stato di liberare la mente e il cuore di questa gente dalla schiavitù della disperazione, e portar loro speranza e amore. Siamo andati a trovare parecchie famiglie ( alcune che già conoscevamo, alcune nuove), e ascoltando, parlando insieme, cantando e pregando per loro, abbiamo cercato di aiutarle a trovare l’amore di Dio, che è l’unico che può davvero alleviare il loro dolore.

Mostar sul ‘ex-fronte linea’–fuori e dentro un bunker

Conclusione

La nostra “troupe” ha fatto 10 spettacoli, visitato 3 scuole, 4 campi profughi e tantissime famiglie. L’ultima sera abbiamo fatto anche uno spettacolo all’aperto per tutto il vicinato. Non vediamo l’ora di tornare e continuare il lavoro iniziato e mantenere la promessa che abbiamo fatto a grandi e piccoli!

(Grazie a Margherita e Renato di Verona per l’offerta che ha reso possibile questo viaggio)

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La Miglior Medicina

Nel fare uno spettacolo alla casa di riposo di Rijeka abbiamo conosciuto l’assistente sociale di un ospedale psichiatrico sull’isola di Rab (Arba) che ci ha invitato a intervenire anche nel suo centro, meglio conosciuto come il “manicomio” della zona.

La scena che si è presentata davanti ai nostri occhi arrivando all’ospedale è stata sconvol-gente: uomini e donne ci aspettavano dietro i cancelli con le mani tese verso l’alto indossando tutti lo stesso tipo di pigiama a strisce. La struttura ospedaliera era una vecchia caserma militare italiana usata durante la seconda guerra mondiale e ci sembrava infatti di entrare in un campo ci concentramento.

I pazienti si sono subito dimostrati entusiasti nell’aiutarci a scaricare il furgone e a preparare lo spettacolo… stavamo per iniziare una delle rap-presentazioni più emozionanti degli ultimi mesi.

L’assistente sociale si era messa a sedere con la dottoressa dell’ospedale in una posizione tale da poter studiare le reazioni dei pazienti al messaggio dello spettacolo e ci ha raccomandato di non prolungarci più di mezz’ora perchè poi tutti quanti si sarebbero distratti annoiati. Invece abbiamo passato insieme due ore di divertimento vero con canti, balli giochi, scenette e una viva partecipazione di tutti i presenti. Non posso trovare le parole esatte per descrivere l’emozione e la commozione che ho personalmente provato nel presentare lo spettacolo, uno dei più incredibili che abbia mai fatto. Sentivo come un legame d’amore che ci univa a questi nuovi amici e sembrava che stessimo volando…

L’assistente sociale e la dottoressa non sapevano che parole usare per esprimere la loro gratitudine per un qualcosa che non si sarebbero mai e poi mai aspettate: anche i pazienti più in difficoltà hanno partecipato e sono stati coinvolti nelle attività, cosa che non accadeva da moltissimo tempo. Ci hanno detto che quel giorno abbiamo somministrato ai pazienti la miglior medicina: amore e gioia!

Sappiamo che quel giorno il Signore ha riempito col suo Spirito d’amore quel ospedale e siamo certi che i suoi piccoli semi di speranza e gioia rimarranno nel cuore di questi suoi preziosi figli per sempre.

L’amore di Gesù è meraviglioso. Se Dio vuole, presto torneremo a trovarli, per ora pregate per tutti loro.

Qualche giorno dopo, Dragica ci ha chiamato, raccontandoci che uno dei pazienti, un avvocato da due anni ricoverato nell’ospedale, colpito da una forte depressione in seguito alla morte della moglie, dopo il nostro spettacolo è migliorato notevolmente, al punto che sarebbe stato dimesso in breve tempo.

Vojnic –la carica dei 120

Ci sono più di 120 famiglie profughe nella zona di Vojnic (in Croazia, vicino al confine con la Bosnia), che vivono in condizioni molto disagiate, spesso senza acqua e elettricità, e per la maggior parte senza lavoro. Fra l’altro, quasi un terzo di loro ha bambini handicappati.

Il nostro gruppo ha operato nella zona da più di due anni, in cooperazione con altre associazioni umanitarie, ma c’è sempre molto da fare, sia in termini materiali che morali e spirituali.

Verso la fine di maggio un gruppo dall’Italia (“Gruppo obiettivo missioni”), ha trasportato a Vojnic due camion pieni di alimentari e altri beni di prima necessità, che avevano raccolto nella zone dell’alta Val Camonica (provincia di Brescia). Michael, Andrea, Maggie e Jonathan sono poi rimasti lì per quattro giorni a distribuire personalmente i pacchi famiglia (120!), casa per casa. Hanno avuto così modo di incoraggiare e parlare con tante persone sole, cantar loro qualche canzone in bosniaco, e comunicar loro l’Amore di Dio.

Maggie con bambino bosniaco — Andrea con aiuti umanitari

Alcuni commenti:

“Grazie per essere venuti a trovarci. Il mondo ci ha dimenticato –

a così pochi importa la nostra situazione”.

“Per favore, non dimenticatevi di noi! Venite a trovarci anche

se non avete niente da portarci!”

Una vita salvata in cambio di un pasto e un pacco di sigarette

(raccontata da Dana, una cara amica profuga di Vojnic)

La polizia serba stava perlustrando la nostra via, casa per casa, uccidendo o imprigionando tutti gli uomini croati e musulmani. Vidi mio marito tremare quando entrarono in casa: avevano il viso coperto da una maschera nera e indossavano guanti.

“Avete delle armi?” chiese uno di loro.

“No, non teniamo cose del genere.” Risposi. Era vero, non ne avevamo.

“Ah, voi sapete come nasconderle”- così dicendo entrò nella stanza della mia bambina e strappò via coperte e lenzuola dal letto.

Aspettai finchè ebbe finito, e poi semplicemente chiesi: ” Avete fame, ragazzi? Volete qualcosa da mangiare o da bere?”- Non stavo cercando di “comprare la loro amicizia”: la mia professione era gestore di un ristorante, ed ero abituata a trattare le persone così.

“Abbiamo tutti e due fame e sete, ma non siamo venuti qui per mangiare e bere” – il poliziotto non sembrava per niente addolcito dalla mia proposta. Girò un’altra volta intorno per la stanza, sospettoso, e vide la mia collezione di whisky e liquori. Era parte del mio lavoro, ma anche il mio hobby, collezionare liquori di marca.

Mentre l’uomo guardava le bottiglie, il tono della sua voce si affievolì: “Dove lavori?”

“Al ristorante in centro, sono gestore.”

“Sì! Eri tu che una volta mi hai dato un pacco di sigarette quando non avevo soldi! E anche un pasto un’altra volta quando avevo fame e non potevo pagare. Ehi, ragazzi, andiamo, lasciamo perdere questa casa!”

C’è un Dio in Cielo, pensai, e si prende cura di noi.

E direbbe: ” Chi darà anche solo un bicchiere di acqua

…..non perderà la sua ricompensa.”

Vojnic–Aiuto umanitari — Andrea con Lina (a destra) una donna italiana che ha sposato un bosniaco..addesso un profugo!

Luglio-Agosto 2000:

Carissimi Amici,

Un’ altra estate è passata, e con questo ottavo numero del nostro giornalino vogliamo farvi avere un resoconto delle nostre attività estive.
Come vedrete, oltre ai normali progetti, ci siamo dedicati ad una fascia d’età che , anche se affascinante e definitivamente importante, desta tante preoccupazioni e interrogativi: i giovani.

Come madre di sei figli (e di recente nonna!) posso dire che ho imparato tanto, ma nello stesso tempo ancora non abbastanza, e che ho sempre bisogno di aggiornarmi sull’argomento e condividere esperienze con altri genitori o persone che lavorano con i giovani.

Dopotutto, se i giovani sono il nostro futuro, l’argomento dovrebbe interessare tutti, no? Buona lettura.

con affetto,

Anna

Finalmente ce l’hanno fatta!

Gli amici della casa di riposo di Rovereto (TN) sono venuti a trovarci in terra di Croazia in una spedizione speciale che ha aperto le porte per un futuro scambio di visite. Come già sapete gli anziani del centro trentino sono gemellati da circa tre anni con il centro profughi Jen di Rijeka e il loro rapporto d’amicizia è sempre stato di corrispondenza via lettera, scambio di fotografie, ricordi e regali di vario tipo.

Da lunedì 13 settembre si è fatto un passo in avanti, da quando il caro Ferruccio Andreatta, responsabile del gruppo anziani, accompagnato da suor Fernanda, da Padre Samuele e dalla signora Gabriella hanno visitato di persona il centro a Rijeka.

Le donne profughe del centro erano pronte a riceverli e il momento è stato veramente bello per la sua semplicità e spontaneità.Lasciando da parte le formalità, si è venuti subito al dunque dove le donne hanno regalato dei prodotti tipici confezionati con le loro mani per poi presentarsi personalmente una ad una raccontando in breve la loro storia.
I racconti di chi aveva tutto e poi all’improvviso ha dovuto scappare di casa rimanendo senza più niente hanno toccato i cuori dei presenti ed ha riportato alla luce il problema di chi vive ancora lontano dalla propria casa, nello stato di profugo senza che nessuno più si interessi o occupi di loro.

La conversazione è stata viva e piacevole, alternata da momenti di commozione e dolore ad altri di risate ed allegria. Prima di partire, il gruppo di Rovereto ha lasciato una generosa offerta al centro Jen, da parte di tutti gli anziani della Casa di riposo. E’ nata anche l’idea di contraccambiare la visita organizzando una spedizione a rovescio, ovvero portando gli anziani profughi da Rijeka a Rovereto per finalmente incontrare di persona gli amici tanto cari.

Siamo convinti che con tante preghiere e buona volontà anche questo sogno potrà divenire realtà.

Ci vediamo a Rovereto!

Vi ricordate il progetto di cui vi avevamo parlato nello scorso giornalino? Bene, è stato svolto da: Paolo, Anna, Andrea, Francesco, Virginia e Jonathan, con partenza 18 giugno e ritorno 12 luglio. Ecco gli avvenimenti più interessanti: non appena arrivati in Italia, ci siamo divisi in due gruppi, uno a raccogliere le ciliege al campo del caro amico Pio (per poter finanziare il viaggio), l’altro a Mori, dove ci siamo incontrati con il gruppo Scout, e a Rovereto, dove abbiamo fatto un altro incontro con i nonnini della Casa di Riposo.Dopo qualche giorno ci siamo di nuovo riuniti e abbiamo iniziato il viaggio effettivo!

Abbiamo fatto un completo giro d’Italia, da Milano a Ravenna, proseguendo giù verso le Marche, poi le Puglie e infine la Calabria, dove abbiamo passato delle giornate indimenticabili con Rosa, Mario e famiglia ( la loro storia è nel giornalino n.2). Sulla via del ritorno siamo passati da Roma, dalla Toscana, di nuovo a Verona e infine Rjieka!

Durante il viaggio abbiamo percorso 4989 chilometri, incontrato circa 30 famiglie e gruppi che ci aiutavano da anni o che erano interessati a conoscerci e proiettato 12 volte il video delle nostre attività in Croazia e in Bosnia.

E’ stata un’esperienza molto interessante e divertente, e ne approfittiamo per ringraziare tutti quelli che ci hanno ospitato o in qualche modo aiutato durante il viaggio. Chi lo sa, forse ci sarà un Giro d’Italia 2001!

di Virginia

In agosto abbiamo invitato diversi giovani ( che ci avevano aiutato a Milano e alla Festa della luna) a passare un po’ di tempo con noi qui a Rjieka. Per circa due settimane abbiamo organizzato numerose attività con loro, studiato e discusso insieme su vari argomenti e poi li abbiamo coinvolti in diversi progetti umanitari su cui stiamo lavorando.

Sentiamo le loro opinioni…..

 

Settembre-Ottobre 2000:

Abbiamo visitato di recente il campo profughi “Gaza” a Karlovac, vicino a Zagabria, capitale della Croazia.

Durante la guerra era abitato da circa 5000 persone mentre attualmente ne sono presenti solo 500. Queste persone non possono tornare nelle loro case d’origine perchc sono ancora distrutte o incendiate oppure occupate da famiglie appartenenti ad un’altra etnia. Tutti i profughi del campo sono di etnia croata e provengono dalla Bosnia o da altre regioni croate.
Le persone vivono in caseggiati prefabbricati dove fa molto caldo d’estate e molto freddo d’inverno; ogni “casetta” ha un piccolo bagno a disposizione con acqua corrente, elettricitr e, fino a marzo scorso, il riscaldamento a gas. Purtroppo da allora i tubi sono stati tagliati e con l’inverno alle porte il problema di non avere possibilitr di riscaldarsi diventa grave.

Abbiamo incontrato Edita, la capo-campo che lavora al “Gaza” dall’inizio della guerra e ci ha parlato delle varie fasi che si sono vissute. All’inizio non c’era niente e ancora si sparava, c’era bisogno di tutto e la gente viveva in condizioni disperate. Parecchi aiuti sono arrivati, soprattutto dall’Italia e il tenore di vita dei profughi c migliorato sempre piu.

Ora l’emergenza c finita, ma il bisogno persiste sempre. Soprattutto dal punto di visto educativo e morale c’c grande spazio per miglioramenti e cose c nata l’idea di proporre programmi educativi che possano incoraggiare le persone ad essere grate per quello che gir hanno, sperare in un futuro migliore e ricostruire una nuova vita, dimenticare l’odio e la violenza del passato per ricominciare a vivere in pace e amore.

Durante le nostre frequenti visite a Vojnic, si fa tappa fissa a quello che abbiamo soprannominato “ristorante Dana”, dove si viene ospitati e rifocillati in modo incantevole.

La cara Dana ci ha confidato che vorrebbe aprire un piccolo chiosco fast-food in paese per i numerosi bambini e ragazzi che frequentano la scuola vicina. Ci ha detto che siccome dare da mangiare a chi non ne ha la possibilità le ha letteralmente salvato la vita, vorrebbe naturalmente offrire cibo gratis ai bimbi che non hanno la possibilità di comprarsi la merenda.

Chi vuole aiutare Dana in questo suo progetto? Servono un’affettatrice, una macchina per il caffè, una friggitrice, un registratore di cassa, anche usati naturalmente. Se avete qualcosa o conoscete qualcuno che può procurare attrezzature del genere potete mettervi in contatto con noi.

Se volete un giorno poi… possiamo andare a Vojnic insieme! Grazie a tutti.

Il 4 ottobre, Sean e Lara sono partiti per la Nigeria! Lavoranno a Lagos per almeno un anno come volontari in un centro già operante da qualche anno.

Come forse già sapete, la Nigeria c un campo di missione piuttosto difficile, quindi Sean e Lara avranno bisogno di tante preghiere! Hanno promesso di mandarci notizie e foto delle loro attività in Africa, non appena possono. Nella foto: Lara dopo uno spettacolo nella casa di riposo di Labin (in Croazia)

Per favore, pregate per loro!

Grazie a tutti coloro che ci hanno scritto in questi ultimi mesi: c stato un piacere ricevere vostre notizie. Speriamo di rimanere ancora in contatto con voi! Ecco cosa alcuni di voi ci hanno scritto:

“Tanti saluti cari amici, di ritorno dalle ferie ho trovato con grande piacere le foto che mi avete spedito. A nome di tutti i pazienti dell’istituto, del personale e a nome mio grazie di cuore. Tanti affettuosi saluti.” (Da Dragica presso ospedale psichiatrico sull’isola di Rab)

“Cari ragazzi, grazie per la vostra amicizia. Vi ricordiamo con tanta gioia e vi auguriamo di continuare a far sorridere e ad incoraggiare tutti coloro intorno a voi. Tanti saluti e baci.” (Dai bimbi dell’asilo “Snoopy” sull’isola di Rab)
“Abbiamo ricevuto le vostre ultime notizie ed c con grande piacere che desideriamo riabbracciarvi! Grazie per tutte le vostre preghiere, vi mandiamo tanto amore.” (Da Rosa e famiglia di Cosenza)

“Ciao, dopo essermi rivolto al parroco della Chiesa del mio quartiere, mi sono messo in contatto con un missionario di nome Luca. Abbiamo parlato insieme del nostro cammino, ci siamo scambiati opinioni, idee e punti di vista. Ci siamo messi a disposizione l’uno dell’altro, per contattarci, sentirci ecc.” (Da Antonio di Modena, incontrato quest’estate sull’isola di Krk)

“Vi vogliamo bene tutti, grazie di cuore per il raggio di sole che avete portato nella nostra casa, attraverso la fiamma che arde in voi. Preghiamo per voi e anche voi pregate per noi, soprattutto per Salvatore, mio fratello…” (Da Emanuela e famiglia di Marina di Carrara)

“Ciao a tutti, come state, spero bene. Qui tutto come al solito…mia mamma c stata ancora un paio di volte all’ospedale, vi aspettiamo presto da queste parti.Vi mando tanti saluti e baci.” (Da Adele di S. Paolo- Brescia)

“Carissima Anna, come stai? Spero bene. Io anche. Trovo molto bello e particolare conoscere pian pianino una persona per corrispondenza, non mi era ancora successo. Grazie di cuore per la tua ultima lettera nella quale mi hai raccontato a grandi linee la tua vita…(Da Alessandra di Ticino- Svizzera)

Insieme alla nostra amica Natasha Crugnale dal Canada, abbiamo portato aiuto di nuovo a Vojnic. La sua organizzazione ha di nuovo sponsorizzato un pasto giornaliero per i bambini della scuola per l’intero anno scolastico, e abbiamo adottato una nuova scuola –a 10 km di Vojnic, un posto chiamato Krnjak, frequentata da 170 bambini profughi croati e serbi di ritorno alle loro case. Tutte le famiglie sono molto povere. Il mese prossimo faremo il nostro primo spettacolo lì. Per favore, pregate per questi progetti!

Novembre-Dicembre 2000:

Questi due mesi sono stati dedicati a spettacoli-la preparazione dei quali ha poi portato a 27 rappresentazioni sia in Croazia che in Italia. Qui hai una veduta di ciò che succede dietro le scene, e in più delle foto dei vari spettacoli. Divertiti!

Preparazioni dietro le scene

Foto 1-5

1 – Cucendo i costumi. 2 – Dipingendo lo sfondo dello spettacolo dei burattini. 3 – Traducendo il messaggio di Natale per te! 4 – Prenotando spettacoli 5 – Prove di ballo. (NOTA: Come puoi vedere, la maggior parte di tutto questo è avvenuto nel salotto di casa nostra!)

Il risultato–27 rappresentazioni!

Sopra a Sinistra- Gioco dei Tre Re Magi. A destra- Maggie con un paziente dell’Ospedale Psichiatrico dell’isola di Rab.

Sopra a sinistra- Jeff con dei pazienti di Rab. A destra Gabriele a Pula in un Centro Handicappati.

Sopra a sinistra- Jeff con dei pazienti di Rab. A destra Gabriele a Pula in un Centro Handicappati.

Una scena dal Gran Finale dello spettacolo a Pola.

Parte della squadra che faceva I spettacoli nella Scuola per Handiccapati a Rijeka.

 

Buon Natale 2000!

IL NOSTRO NATALE !

Per tutto il mese di dicembre saremo impegnati a tempo pieno a portare il vero Natale a bambini, scuole, ragazzi handicappati, profughi, malati ecc., sia in Croazia che in Italia. Da qualche settimana Michael, Paolo e i ragazzi stanno preparando un nuovo spettacolo natalizio e già il nostro calendario è pieno di appuntamenti! Ci aspettano oltre 20 istituti, scuole e ospedali. Per alcuni è un appuntamento annuale, per altri sarà la prima volta.

Un altro progetto che impegnerà Fleur, Renata, Gabriele e alcuni dei nostri collaboratori qui in Croazia, sarr la distribuzione di circa 200 pacchi regalo a bambini bisognosi proprio durante i giorni prima del Natale. Perfino il giorno di Natale sappiamo molti non hanno la possibilità di festeggiare, o non hanno una famiglia con cui farlo, cose cercheremo di farlo noi!

Grazie per tutto il vostro aiuto, che rende possibile queste iniziative.
Anche voi sarete qui a portare la gioia del Natale insieme a noi!

 

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