Archivi 2002

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Notiziario no. 12

Carissimi amici,

      anche se di questi tempi non è più così facile distinguere le stagioni, ci troviamo alle porte della primavera. Eppure, il minimo segno, una giornata di sole, i primi germogli, ci fanno automaticamente sentire meglio, vero? C’è qualcosa di nuovo nell’aria, e lo attendiamo con gioia. Qualcuno ha detto che anche la luce di una sola candela può illuminare la stanza più buia, cioè infondere speranza e calore. Non importa quanto sembri che il male stia vincendo e consequentemente il mondo stia andando a rotoli, siamo più convinti che mai che anche una sola vita cambiata valga ogni sforzo. Di questo, e di altro, leggerete in questo nuovo numero del nostro giornalino. E poi … portiamo un po’ di primavera nel cuore di chi ci sta vicino, o ci passa accanto.con affetto                 Anna

Lidija, puoi dirci qualcosa sulla tua vita?

Sono nata il 7 luglio del 1955, in una cittadina nel nord della Croazia.Dopo aver completato lì la maturità, mi sono trasferita a Belgrado dove mi sono laureata a 24 anni in scienze politiche. Ero figlia unica e direi che sono stata abbastanza viziata da piccola e non esattamente preparata ad affrontare le varie sfide che mi avrebbe riservato la vita. A 27 anni mi sono sposata e un anno dopo ho avuto il mio primo figlio, Dragan.

Ci siamo transferiti in Slovenia e in seguito in altre città, così ebbi modo di conoscere persone di varie estradizioni sociali e culturali. Mi sentivo comunque abbastanza vuota dentro, ma allora non sapevo neanche cosa mi mancasse. Ben presto, in seguito a litigi e fraintesi, il nostro matrimonio fallì e divorziammo. Eppure, avevo sempre voluto avere una famiglia e desideravo così tanto un focolare domestico che mi sono subito risposata e ho avuto un altro figlio, Ivan. Purtroppo, mi resi conto di aver fatto un altro errore. Mi ritrovai senza lavoro, un altro matrimonio fallito e di nuovo a vivere dai miei genitori, con i miei due figli. Questo fu un periodo molto difficile della mia vita. Era il novembre del 1988 e Ivan aveva solo pochi mesi. Non era che mi mancasse il pane ma sentivo una grande solitudine dentro. Ogni giorno bussavo di qua e di là cercando lavoro, ma senza mai trovare niente. Erano proprio i mesi di tensione che precedettero lo scoppio della guerra.

Come hai vissuto gli anni della guerra?

All’inizio mi sentii persa. Per la prima volta in vita mia nessuno in casa aveva nè stipendio o entrata. E durò per mesi – fu allora che provai la fame e non potevamo neanche comprare il latte per i bambini. Così andai in Germania per quattro mesi a lavorare come donna delle pulizie per mantenere la mia famiglia. Mi mancavano tanto i miei figli e incominciai ad ammalarmi, quando la mia amica Lily mi chiamò dalla Croazia dicendomi che dovevo tornare subito, che c’era un lavoro per me!

Cosa fu la tua reazione quando ti fu detto di che tipo di lavoro si trattava?

Scoprii lo scopo della mia vita! Iniziai a lavorare per UNHCR. Era un lavoro intenso, più di 10 ore al giorno, a distribuire cibo e aiuti ai profughi. Quello stesso anno incontrai il primo gruppo di The Family ( a cui “Per un mondo migliore” è affiliato). Con la loro gioia e contagioso entusiasmo erano venuti a proporre animazione per i campi profughi ed io li aiutai ad ottenere i permessi.

Così hai avuto modo di testimoniare di persona le atrocità della guerra

Sì, ho viaggiato in varie zone della Bosnia e ho visto tanta distruzione. Ho ascoltato storie orribili di campi di concentramento, e altre barbarie. Volevo davvero aiutare questa gente ma ben presto iniziai anch’io ad avere incubi perchè non sapevo come “staccare”. Non ero credente – i miei genitori essendo comunisti erano anche atei e non mi avevano mai impartito alcun valore cristiano. Però sentivo che qualcosa esisteva, una qualche forza che aveva creato il mondo. Da una parte ero attratta alla lettura della Bibbia, che però non capivo. Dall’altra ero influenzata parecchio dall’educazione laica che avevo ricevuto e questo mi portò ad una lotta interiore

Quando hai trovato la risposta?

E’ difficile fissare una data precisa. Diciamo che pian piano diventai credente. Ero ancora confusa e piena di interrogativi e conoscendo poco la Bibbia tendevo a ragionar più con la mia mente. Ma fui molto colpita da storie di persone comuni che avevano scoperto la fede e la cui vita era cambiata. Poi iniziai ad apprezzare il valore e la grandezza della Bibbia e tutti i suoi tesori nascosti. Imparai anche a conoscere il potere della preghiera e l’importanza di un rapporto personale con Dio. E’ stato allora che la mia vita iniziò a cambiare miracolosamente, e tutto questo mi portò a ciò che sono ora.

Lidjia ha lavorato per UNHCR e JEN fino al 1998, poi nel marzo dello stesso anno ha fondato la sua associazione “Koraci”, i cui spazi offrono attività ricreative ed educative a bambini, adolescenti e anziane profughe. Il suo scopo è di promuovere un miglioramento della vita e relazioni armoniose fra genti diverse in una realtà di dopoguerra come quella qui in Croazia e di conseguenza aiutare a migliorare la società in generale. Nella sede della associazione vengono organizzati laboratori di arte e ceramica per tutte le età, con un’attenzione speciale per bambini affetti da ritardi mentali. L’associazione coopera anche con altri gruppi . I membri e chiunque visita gli spazi dell’associazione ha modo di fare nuove amicizie, avere uno scambio di idee e conoscere realtà nuove. I laboratori “Koraci” hanno anche dato vita ad oggettistica originale e varia, biglietti d’auguri e altre composizioni artistiche per ogni occasione dell’anno o come souvenir. Non solo, acquistandoli si dà una mano alle attività volontarie dell’associazione!

Questi i recapiti dell’ associazione “Koraci”:

Tel\fax : 00385/51/212400

E-mail: lidija.petrovacki@ri.tel.hr

Sede: Udruga Koraci, Blaza Polica 2/IV 51000- Rijeka – Croazia

Di Moselle (17 anni)

Non è molto facile descrivere una giornata tipica qui a Rijeka, forse perchè non esiste una giornata tipica. Tutti i giorni variano, e quello che hai fatto oggi non è necessariamente quello che farai domani. Ma voglio prendere la giornata di ieri, per esempio, e descrivervela, così per darvi un idea di come si svolgono le attività qui in comunità.

Alle sette e mezza comincia la giornata e hai tempo fino alle otto per alzarti e fare colazione, prima di trovarci tutti insieme in salotto per un momento di riflessione e preghiera.

Poi ognuno inizia a lavorare: c’è chi si prende cura dei bambini, chi si occupa delle pulizie di casa e di preparare i pasti. I compiti sono stati assegnati da un incaricato, Anna, che la sera prima appende l’orario con l’assegnazione dei vari lavori sul frigo della cucina . Io oggi invece esco perchè, insieme a Paolo e Paloma insegno inglese in due scuole di Rijeka. (vedi articolo di Paloma alla pagina ..) Torno a casa alle due, e mi prendo un oretta di riposo prima di portare Alexis, la bimba di due anni e mezzo al parco.

Anna è in città a fare commissioni, Michael e Maggie sono andati a trovare una signora, nostra cara amica, che sta passando dei momenti difficili ed ha bisogno di conforto ed incoraggiamento. Jonathan e Mark sono a casa di alcuni ragazzi conosciuti durante i nostri spettacoli anti-droga. Il resto dei volontari sono occupati con altri lavori in comunità: posta, giardinaggio e lavori di manutenzione. Dopo cena ci si ritrova per una lezione di croato che Maida, un’ amica e collaboratrice croata viene ad insegnarci settimanalmente. Sono le undici e mezzo e tutte le luci della casa devono essere spente.

La giornata si è conclusa, ma molte ne seguiranno, grazie ad ognuno di voi, che ci permettete di continuare questo lavoro. Spero e prego che la nostra collaborazione potrà continuare ancora a lungo.

Un pomeriggio, con l’avvicinarsi della Pasqua e del piacevole tepore primaverile che inizia in quel periodo dell’anno,un’insegnante diede ad ognuno dei suoi studenti un grosso uovo che aveva precedentemente rotto e svuotato uno ad uno. Lì mandò fuori a trovare forme di vita da mettere nell’uovo.

Ben presto ritornarono. In un uovo c’era una farfalla, in un altro una formica. Altri contenevano fiori, rametti e fili d’erba. Ma uno non aveva nulla.

Tutti sapevano di chi era – era del bambino con la sindrome Down. Alcuni bambini si misero a ridere. L’insegnante gli chiese perché non avesse riempito l’uovo con qualche forma di vita. Lui rispose quasi sussurrando: “Perché la tomba era vuota”.

Quel bambino conosceva una verità profonda: la Pasqua è ben più della celebrazione della nascita primaverile della natura.

Le donne che andarono alla tomba di Gesù per ungere il Suo corpo sapevano che era morto. Alcune di loro lo avevano visto morire. Erano sicure che il Suo corpo giaceva nella tomba, ma quando vi guardarono dentro, era sparito. La tomba era vuota!

Cosa era successo? Il corpo non era stato rubato. Le guardie romane non avevano fatto loro uno scherzo. Le donne non stavano sognando. La tomba era vuota perché Gesù era risorto dalla morte – un miracolo ben più grande della rinascita della vita in primavera. E la cosa ancora più sorprendente è che ha promesso la risurrezione a tutti coloro che crederanno in Lui!

–David C. Egner

Una domanda per te.

Vorresti vivere nell’eternità invece che nella routine quotidiana? Ti piacerebbe vedere la tua vita valorizzata a pieno in una dimensione eterna invece di lasciartela sfuggire di mano, preso come sei dai problemi e dalle preoccupazioni di tutti i giorni? So che tu lo vuoi e anche Gesù sa che hai bisogno di estenderti al di là della dimensione fisica, al di là dei milioni di dettagli della vita che cercano di risucchiarti.

Lui sta allungando la Sua mano ora e ti dice: “ti voglio bene e sono qui e voglio essere parte della tua vita, riceviMi nel tuo cuore. Lo farai?”

Lui non ti lascerà né abbandonerà mai, può perdonare tutti i tuoi peccati ed aiutarti a cambiare gli aspetti della tua vita dove in cui ti senti troppo debole. È semplicemente meraviglioso! Per favore, ricevi Gesù oggi, ti vuole bene e vuole far fiorire la tua vita in tutto quello che ha creato ed ideato che sia. Lui compie ancora miracoli, risolve tutti i tuoi problemi, ti può guarirti ed è proprio lì per te.

-David Brandt Berg

Una nuova proposta educativa!

di Paloma

Dopo aver portato il nostro spettacolo per 4 anni consecutivi in una scuola qui a Rijeka, la direttrice ci ha proposto l’idea di organizzare qualcosa di più continuativo ed efficace per i ragazzi delle medie.

” La Croazia non ha più solo bisogno di aiuti umanitari” – ci ha confidato – ma di aiuti a livello morale a spirituale. In seguito alla guerra moltissime famiglie si sono divise con conseguenze negative soprattutto per la nuova generazione, che sta crescendo senza solide fondamenta morali”.

Così è sorta l’idea di organizzare un corso di incontri per sei settimane in inglese, gestito dai nostri giovani, su argomenti come pace, droga, musica, inquinamento ecc. Durante questi incontri gli studenti hanno non solo la possibilità di perfezionare la conoscenza della lingua inglese, ma anche di affrontare tematiche importanti con altri giovani che hanno già fatto scelte positive nella vita.

E’ da quattro settimane che il progetto va avanti, ed ora si è esteso anche ad un’altra scuola.All’inizio era un po’ difficile coinvolgere i ragazzi nella conversazione, ma un po’ alla volta il ghiaccio si è rotto e ora siamo molto soddisfatti di questa nuova esperienza.

Grazie a tutti coloro che ci hanno scritto.

“Ciao a tutti, qui in Turchia va tutto bene. Stiamo assistendo un ospedale con i bambini malati di leucemia ed è molto bello perchè in questo modo coinvolgiamo i giovani turchi a venire con noi. Preghiamo per voi, a presto” (da Marco, Stefano e Daniela, Turchia)

“Siamo contenti e vi accogliamo con gioia quando ci venite a trovare. Speriamo di rivedervi presto e di venirvi a visitare a Rijeka. Per favore pregate per noi, soprattutto per la salute della nonna e del nonno. Dio vi benedica” (da Simone e famiglia, Caorle)

” Ho sempre cercato di dare tutta me stessa per i pazienti del mio centro, ma ora mi sento molto stanca, come se mi mancassero le forze. Io non sono un tipo che si deprime facilmente e mi sforzo sempre di vedere il lato positivo delle cose, ma non sempre però ci riesco e questo mi scoraggia. Le cose miglioreranno e, come voi mi dite sempre, devo confidare nel Signore. Vi voglio bene e vi saluto” (da Bruna, direttrice casa di riposo di Sveta Nedelja- Labin- Croazia)

Dare è un investimento

di Paolo

Abbiamo iniziato a lavorare da qualche mese con dei giovani di Rijeka che sono molto interessati a collaborare con noi nelle nostre attività di volontariato.

Ci troviamo una volta alla settimana per pregare insieme, leggere la Bibbia e per discutere le nuove possibilità di intervento che ci vengono proposte.

Durante il periodo di carnevale abbiamo fatto animazione insieme presso due case di riposo dove, oltre che alle attività di spettacolo, abbiamo anche visitato personalmente gli ospiti non autosufficienti che non hanno potuto partecipare all’animazione.

In una di queste due case di riposo (il Dom Turnic di Rijeka) abbiamo appena finito di imbiancare tre stanze e tutti erano molto grati e soddisfatti del nostro intervento. Alcune persone non potevano credere che venivamo lì a lavorare gratuitamente ed erano sorprese dal fatto che ragazzi giovani offrissero il loro tempo e le loro energie per aiutare i più bisognosi.

Abbiamo spiegato loro che la gioia più grande sta nel dare e non nel ricevere e che se vogliamo essere felici dobbiamo prima fare felici gli altri. Con molti abbiamo stretto una profonda e sincera amicizia.

Il prossimo appuntamento è per il mese di aprile dove dovremo sistemare e pulire il giardino e l’orto della casa di riposo.

A fine gennaio, un deposito di armi è esploso a Lagos, in Nigeria, a circa trenta kilometri da dove si trovano Sean e Lara, causando centinaia di vittime e danni enormi. Lara ci ha inviato subito un messaggio, rassicurandoci che stavano tutti bene: ” …oggi siamo andati a portare aiuti nella zona più pericolosa, dove la gente ne ha più disperato bisogno. Mentre eravamo lì a distribuire nel giro di solo un’ora e mezzo 15 bombe sono esplose nel raggio di 500/600 metri. Stranamente, non avevo paura, perchè so di essere nelle mani di Dio.

Continueremo a distribuire aiuti e a confortare e pregare con la popolazione colpita finchè abbiamo scorte. Pregate per noi…”

Finalmente i ragazzi avranno una stanza più grande! Dopo un anno di lavori abbiamo inaugurato questo mese una bellissima stanza di trenta metri quadrati,che ci darà anche la possibilità di ospitarvi meglio!

Da gennaio Francesco è a Vobarno (BS) a fare il servizio civile. Ricco della sua esperienza di tre anni di volontariato in Croazia e Bosnia, oltre che assolvere gli obblighi da obiettore è impegnato in altre attività in centri di recupero nella zona. Sentiamo comunque la sua mancanza!

Davide, un amico volontario con grande esperienza musicale, ha passato qualche giorno qui da noi per assisterci nella produzione di un CD di canzoni nostre, un progetto che da anni cerchiamo di attuare. Prossimamente nei vostri stereo!

Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti.

Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo e energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia. Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”

In ogni giornalino cerchiamo di elencare quelle che sono le necessità più immediate, ma non sentitevi limitati solo a questa lista. Molti ci aiutano mensilmente o periodicamente con un’offerta sul nostro conto corrente. Oppure ci ospitano quando veniamo in Italia. O ci aiutano con alimentari, vestiario, perfino detersivi. O ci riparano gratuitamente i furgoni, ci sviluppano le foto, ci stampano il giornalino…e qui manca davvero lo spazio per raccontarvi tutti i piccoli e grandi atti di generosità accaduti anche solo in questi ultimi mesi. Grazie a tutti voi, e naturalmente, grazie a Dio!

Il più anziano dei nostri due furgoni, dopo anni di fedele servizio, sta per “lasciarci”.

Per continuare ad operare con efficienza abbiamo bisogno di un altro mezzo, preferibilmente un altro furgone. In questo momento non abbiamo i fondi necessari per acquistarne uno e per questo stiamo mettendo…. in giro la parola.

Altre necessità sono: tende (per le attività estive), alimentari a lunga conservazione, articoli di cancelleria, un videoregistratore per la nostra comunità, un nuovo computer. GRAZIE!

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Carissimi Amici,

l’estate è finalmente arrivata, sinonimo di sole, luce, nuovi spazi, avventure, incontri e amizicia! Dalla mia finestra ammiro un panorama incantevole: mare, colline, fiori e…riesco anche ad intravedere i nostri ragazzi, alcuni al lavoro nell’orto, altri tutti sudati trascinano carriole di pietre (stanno costruendo un campetto da gioco), altri stanno lavorando sulla carrozzeria del nostro furgone. Tutto questo in preparazione per le attività estive, un periodo in cui si intensificano le visite ed i viaggi. In questo tredicesimo numero del nostro giornalino vi metteremo al corrente su parecchie iniziative, a cui forse anche qualcuno di voi è interessato a partecipare…

Alla base di tutto sta comunque la formula ben “testata” : “se vuoi essere felice, fai felice gli altri” , “date e vi sarà dato”, “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Non quindi un’estate consumistica e superficiale, alla ricerca del piacere e della gratificazione personale. Vi auguriamo un’estate diversa, carica di emozioni e di vera felicità!

Con affetto

Anna

Mi chiamo Simone, ho 22 anni e provengo da Caorle, una cittadina veneta sul mare. Ho passato gli ultimi tre anni della mia vita a cercare delle risposte tanto che rimbalzavo come una palla dal fondo alla superficie della corrente del mondo . Mi piaceva scrivere e ogni tanto scrivevo qualcosa di buono e ogni tanto solo parole da buttare…

Trovai un lavoro momentaneo a causa del militare, parlai con altra gente che scriveva ma non era la gente che cercavo e cosi, iniziai anche a fumare e a “drogarmi” con spinelli. Dopo aver fatto il militare nel mio paese ( facevo l’accompagnatore per un non vedente), mi cercai un’occupazione fissa come elettricista. Intanto cercavo di smettere di fumare provando i modi piu’ assurdi tipo la riduzione, sentivo che dovevo cambiare: sarebbe forse avvenuto con l’inizio dell’anno? Capodanno 2000 solita minestra e ancora niente. A meta’ gennaio mentre stavo fumando da solo, autocommiserandomi nei sciocchi problemi mondani, ebbi una “visione” della terra fatta di villaggi e circondata da un clima di pace e amore :un sogno, forse, ma chissa’ quando e come avverra’?

Nel febbraio del 2000 venni assunto in una ditta migliore, la mia nuova compagnia di amici andava bene, piu’ unita che mai, ma mancava ancora qualcosa. Comprai un libro sul buddismo, ne lessi alcune pagine ma non mi portarono a nessuna conclusione. Poi mi venne la voglia di comprarmi la macchina nuova e per questo mi trovai un doppio lavoro. Nonostante le innumerevoli raccomandazioni dei miei genitori di prendere una macchina di costo non elevato, ancora una volta dovevo fare di testa mia. Prezzo macchina: 30.000.000! (“La pago, lo prometto, mi impegno a portare a termine la parola, non preoccupatevi”). Fumavo ancora, non riuscivo a smettere. Il mio datore di lavoro a causa del mio vizio mi degrado’ mandandomi a romper muro….

Fu li’ che conobbi un operaio di nome Danilo con cui intrecciai un’amicizia speciale. Un giorno mi parlo’ di Gesu’ e della preghiera ed io iniziai ad aprirmi e a parlare con lui come a un fratello. Cosi’ mentre stavo guidando lacrime mi scesero dagli occhi perche’ erano 15 anni che non pregavo. Poi il Signore incomincio’ a cambiare il mio cuore: a casa mia e dei miei nonni iniziai ad obbedire e a rispondere meno, a mostrare piu’ amore. Al veglione del 2000/2001 fumai l’ultima sigaretta! Ora sto ancora lavorando e la macchina l’ho messa in vendita, col desiderio nel cuore di dedicare la mia vita al servizio del Signore e del prossimo.

P.S. Simone, dopo brevi visite nel corso di un anno, e’ con noi qui a Rijeka da un mese e sta appunto facendo un’esperienza piu’ profonda, imparando cosa significa in pratica vivere per gli altri.

Tutto iniziò con alcuni amici di Rijeka che avevano raccolto del materiale per un orfanotrofio di Lekenik, vicino a Zagabria, ma non avevano la possibilità di trasportarlo.Una di loro, Oriana, un giorno ci disse: “perché non ci andate voi, visto che è parte della vostra missione e che oltre alle cose potete donare ai bambini il messaggio dell’amore di Dio, tramite un vostro spettacolo?”

Tutti eravamo felici all’idea, ma ci siamo chiesti chi avrebbe potuto aiutarci a finanziare il progetto, visto che si trattava di un viaggio di due giorni. Abbiamo discusso e ragionato, ma non arrivando a nessuna conclusione ci siamo affidati al Signore con la preghiera.

La stessa sera, controllando la posta elettronica, abbiamo ricevuto un messaggio da FeDeRiCo (no, non è un errore, si scrive così!), figlio di carissimi amici in Italia, che diceva di avere ricevuto un bel gruzzoletto per la sua Prima Comunione e che voleva offrirne la metà per aiutare dei bimbi in un orfanotrofio. Però!!! Neanche a farlo apposta!

È proprio vero che le vie di Dio non sono le vie dell’uomo e che quando si vuole fare qualcosa per gli altri, una via si trova sempre.

          di Paolo

Come già avevamo accennato nel giornalino numero 12 (pag. 10), siamo tornati alla casa di riposo Dom Turnic di Rijeka per aiutare con dei lavori nell’orto e nel giardino. Hanno ricevuto tre camion di terra che abbiamo dovuto trasportare con le carriole all’interno del giardino e poi sistemarla e livellarla.

Sono stati giorni di lavoro duro e faticoso con la possibilità di rivedere tutti i nostri amici anziani, alcuni dei quali ci hanno persino aiutato! Anche i nostri amici volontari di Rijeka hanno partecipato all’iniziativa.

di Maggie

Ad un anno esatto di distanza dall’Incontro di solidarietà a Rovereto, abbiamo ricevuto il contraccambio della visita da parte dei carissimi Ferruccio Andreatta, Padre Samuele, Suor Fernanda e Marilena del Centro di soggiorno per anziani di Rovereto.

Ci siamo incontrati nella sede di Koraci dove Lidija (vedi giornalino numero 12, pagg 2 e 3) e collaboratrici hanno preparato una calorosissima accoglienza per tutti noi.

La visita è durata solo alcune ore, ma è stata ricca di momenti di riflessione, di dialogo e di tanto divertimento. (Padre Samuele e Suor Fernanda sono davvero simpaticissimi).

È bellissimo notare come il nostro rapporto d’amicizia si stia intensificando sempre di più e come il legame d’amore che ci unisce è sempre più solido.

In quell’occasione gli amici di Rovereto hanno lasciato due generose offerte sia per il gruppo di Lidija che per le nostre attività. Grazie a tutti per il per il

vostro grande aiuto.

Un’altra domanda che ci viene spesso rivolta è: ” ma come fate a tenere a bada a così tanti adolescenti nella vostra comunità? Io ne ho uno solo e mi fa impazzire.”

Riconosco che di questi tempi non è facile fare il genitore, e neanche l’insegnante o l’educatore. Ma non è neanche facile essere ragazzi in una società così materialistica, con valori una volta considerati fondamentali, ma ora messi in discussione, con pochi modelli positivi e con tanta, tanta confusione e ipocrisia. Premesso tutto ciò, l’unica soluzione sarebbe quella di rimboccarsi le maniche, ridurre al minimo il gap generazionale con tanto amore, comprensione e tolleranza da entrambe le parti, e soprattutto trovare i punti in comune e lavorare insieme su qualcosa di valido. Direi che questo è quello che ci aiuta a vivere insieme, a far andare d’accordo non solo adulti, giovani e bambini, ma anche ,fra di loro, giovani provenienti da culture, nazioni e strati sociali molto diversi. E non solo ad “andare d’accordo”, ma a divertirsi insieme, ad imparare dall’esperienza altrui e diventare così adulti e giovani migliori.

Dopo aver varcato la soglia dei “quaranta” devo ammettere che è iniziata per me una nuova fase nella vita: gran parte di questo

cambiamento lo devo proprio al fatto che ho il grande privilegio di lavorare a fianco di giovani eccezionali, pieni di ottimismo, entusiasmo e spirito di iniziativa. Alcuni di loro non erano “esattamente” così un paio di anni fa, ma è stato proprio allora che il Signore mi ha gentilmente ricordato che anch’io non ero un’adolescente così facile da avere in casa… e che in tanti giovani dall’aspetto un po’ dubbio e ribelle è nascosto un incredibile potenziale, un tesoro nascosto. Basta cercarlo, e curarlo.

La storia seguente esprime bene il concetto.

      L’AMORE: UNA FORZA CREATIVA

di Eric Butterworth

Un professore di sociologia mandò i suoi studenti nei quartieri malfamati di Baltimora a studiare 200 casi di ragazzini del posto. Chiese loro di formulare una valutazione su che tipo di futuro aspettasse questi ragazzi. Per ognuno di loro gli studenti scrissero: ” nessuna probabilità di riuscita”.

Venticinque anni dopo ad un altro professore di sociologia capitò di vedere questa relazione. Per completare lo studio mandò i suoi studenti a rintracciare i 200 ragazzi per vedere cosa fosse loro successo. Con l’eccezione di 20 che si erano trasferiti o erano deceduti, dei 180 rimasti ben 176 occupavano posizioni di successo come avvocati, medici o professionisti. Il professore scioccato decise di investigare più in profondità la questione. Riuscì ad intervistarli tutti e alla domanda: “A cosa devi il tuo successo?”, ognuno rispose con commozione : “è stata un’insegnante”.

L’insegnante era ancora in vita, e, dopo averla rintracciata, il professore chiese a questa anziana, ma ancora arzilla signora che formula magica avesse usato per portare questi ragazzi dal ghetto ad una carriera di successo .

Con una lacrima negli occhi ed un sorriso gentile rispose: “E’ molto semplice – ho voluto bene a quei ragazzi”.

Finalmente è pronto! Il nostro CD prodotto e registrato qui nella nostra comunità di Rijeka è stato ultimato da pochi giorni. Un enorme grazie a Davide per l’assistenza tecnica e tutto il tempo che ha dedicato a questo progetto.

Il CD si intitola “Possiamo farcela insieme” ed è una collezione di 13 brani che speriamo siano un incoraggiamento ed un aiuto a tutti coloro che lo ascolteranno.

Dobbiamo ora finalizzare la produzione del CD per poi presentarlo durante i nostri spettacoli o durante le varie manifestazioni a cui partecipiamo.

Il ricavato della vendita di questi CD sarà interamente devoluto a favore dei nostri progetti di volontariato, quindi se qualcuno di voi è interessato ad aiutarci fatecelo sapere e… state sintonizzati!

Sentivo che questa era la fine della mia vita…

Di Majda Lesic

(Ed: Majda è qui di Rijeka e la conosciamo da anni. Ha due figlie e lavora come guida turistica, oltre che aiutare noi con parecchi lavori di traduzione. Questo è un breve resoconto del cambiamento che recentemente ha provato nella sua vita e che ha scritto nella speranza che possa essere d’incoraggiamento e speranza a tutti voi che leggete.)

Era tutta la vita che cercavo qualcosa di vero,

che portasse gioia a prescindere dalle circostanze in cui mi trovavo. Avevo una bella famiglia ma poi tutto a un tratto le cose iniziarono a peggiorare. Il lavoro andava male e anche i rapporti fra di noi in famiglia. Cercai così tanto di migliorare le cose. Innanzitutto, volevo essere calma e amorevole ma invece dentro avevo paura, ansia e dolore. Provai a far yoga. Cercai di capire meglio me stessa col Buddismo. Imparai un sacco di tecniche per farmi rilassare la mente, per sentirmi più forte, meno sola. Leggevo tanti bei libri sull’auto-controllo, auto-miglioramento e mi aiutavano, ma solo momentaneamente. Nel frattempo, la nostra ditta di famiglia fallì, mi separai da mio marito e iniziai a vivere da sola con le mie due figlie. Contemporaneamente la mia nazione era afflitta dalla guerra. Fu nel 1994 che per caso( ma adesso so che niente succede per caso), trovai un lavoro presso l’UNHCR . Fu una grande esperienza che mi dette modo di aiutare i profughi nella mia città. Poi andai a lavorare per YEN, un’altra organizzazione umanitaria di aiuto ai profughi. Durante quel periodo

incominciai a pregare molto anche se non sapevo come,

visto che i miei genitori non erano credenti. Pregavo a modo mio, chiedendo a Dio di aiutarmi a risolvere questo o quel problema. In quel periodo ebbi modo di incontrare alcuni volontari di The Family (Per un mondo migliore) e mi piacquero subito. Lavoravamo insieme e parlai molto con Michael. Segretamente pensavo che sarebbe stato bello vivere come loro.

Circa un anno fa sentii dentro di me un profondo desiderio per qualcosa, non sapevo neanche cosa fosse, e subito dopo una sensazione confortante che qualcosa nella mia vita stava per cambiare per sempre.

Poi successe l’incidente…

…uscii fuori strada con la macchina e finii in mare. Svenni ma subito mi ripresi, con l’acqua alla gola : sapevo che questa era la fine della mia vita. Poi, all’improvviso, come se qualcuno mi parlasse, ma senza voce, mi fu detto di nuotare attraverso una piccola fessura nel vetro posteriore rotto della macchina. In quell’istante sapevo che era un miracolo, un miracolo dell’amore e misericordia di Dio. E poi capii: questa era la sensazione che provavo da un po’ di tempo, che sarebbe successo qualche cambiamento drastico nella mia vita. E allora aprii il mio cuore a Gesù.

La vita continua e ci sono sempre problemi;

ma ora so che Lui è sempre con me.

Con l’aiuto degli amici di ‘Per un mondo migliore’ sto imparando ad avvicinarmi al Signore, a pregare, a lodarlo per ogni boccata d’aria in più nella mia vita. E’ così bello poter pregare insieme per altri che ne hanno bisogno e posso solo dire: ” Grazie Signore che mi stai sempre vicino anche quando mi sento lontana da te. Grazie per il Tuo amore infinito che hai riposto nel mio cuore”.

È sempre una gioia ricevere le lettere di tutti voi; ecco cosa alcuni ci hanno scritto:

“Grazie di fare quello che state facendo, le parole più belle da sentire sono pace, amore ed amicizia. Mi auguro che possiate dirle tante volte a tanta gente. Non vi conosco, ma nelle vostre firme vedo i vostri volti felici, animati dalla speranza e dalla fede. Continuate così. Vi abbraccio tutti” (da Lorena, Vobarno- Brescia)

“Grazie per la bellissima giornata vissuta insieme all’ospedale di Negrar, mi sono trovato davvero bene. Mi piace proprio sentirmi vicino a voi. Altro che la velocità della posta elettronica, la preghiera arriva sempre prima, giusto? Dio vi benedica sempre ogni secondo ed ogni millimetro del vostro operato” (da Massimo, Villafontana di Bovolone- Verona)

“Ammiro tantissimo ciò che tu (Andrea) ed i tuoi amici fate, penso che persone come voi siano la speranza non solo per i bambini e le persone che aiutate, ma per tutto il mondo. Questa nostra società troppo presa dai propri interessi e dall’egoismo, sta peggiorando giorno per giorno diventando cieca e arrogante. Grazie a Dio che esistono creature come voi, capaci di dare tutta la propria vita per chi ne ha bisogno.Quando sei venuto in ferramenta l’altra sera ed hai invitato me e Stefano a recitare quella preghiera tanto semplice e tanto vera ho fatto fatica a trattenere la commozione. Quando ci siamo salutati e ti ho visto allontanare sotto la pioggia a piedi, da solo, hai suscitato in me una profonda tenerezza. Un abbraccio a voi tutti” (da Bruno, Verona)

Una palla da basket in mano mia vale circa 20 euro,

in mano di Michael Jordan vale circa 30 milioni di euro.

Dipende dalle mani.

Un pallone da calcio in mano mia vale circa 15 euro,

in mano di Ronaldo vale circa 10 milioni di euro.

Una racchetta da tennis è pressappoco inutile in mano mia,

ma in mano di Pete Sampras vale la vittoria a Wimbledon.

Un bastone in mano mia può tener lontano un cagnolino,

in mano a Mosè divise il Mar Rosso.

Dipende dalle mani.

Una fionda in mano mia è un giocattolo da bambini,

ma in mano a Davide divenne un’arma letale.

Due pesci e cinque pani in mano mia possono

rappresentare qualche sandwich,

ma in mano a Gesù sfamarono 5000 persone.

Dei chiodi in mano a me possono avere come risultato

una casetta per gli uccelli.

In mano a Gesù ebbero come risultato

la salvezza per il mondo intero.

Così, vedi, tutto dipende dalle mani in cui si trovano le cose!

E allora, metti tutte le tue preoccupazioni, pensieri, timori,

speranze, sogni, famiglia, relazioni nelle mani di Dio perché….

…dipende dalle mani in cui si trovano le cose!

PROGETTI ESTIVI

Stiamo finalizzando il nuovo spettacolo per adolescenti con un messaggio anti-droga che verrà proposto in vari centri e scuole durante la chiusura dell’anno scolastico qui in Croazia.

Durante tutto il periodo estivo il nostro centro è aperto più che mai a chiunque voglia venire a farci una visita o a trascorrere una vacanza alternativa dando una mano al prossimo.

Come lo scorso anno riproporremo lo stesso campo estivo per giovani dall’Italia nella nostra comunità qui a Rijeka la settimana che va dal 14 al 20 luglio. Oltre ai partecipanti della scorso anno, se ne aggiungeranno altri nuovi ed il gruppo è… sempre più numeroso! Ne vedremo delle belle!

Durante il mese di agosto saremo impegnati in altri due campi estivi per adolescenti provenienti da varie nazioni dell’est europeo.

Parteciperemo per il quarto anno consecutivo alla festa della luna a Colere (BG) per proporre un punto d’ascolto a giovani “persi” nel cammino della vita. Ancora oggi siamo in contatto con alcune persone incontrate gli scorsi anni. Un po’ d’amore và molto molto lontano…

Per finanziare tutte queste attività estive ci sarà la consueta raccolta delle ciliegie dai nostri amici Pio e Giuditta nella provincia di Verona durante i mesi di giugno e luglio.

La nostra cara Ginni è sempre in Brasile e sta bene. Siamo in contatto con lei via e-mail e ci tiene informati sulle attività che sta svolgendo.Ecco cosa ci ha scritto:

“Il Brasile è un posto molto bello..adesso stà finalmentecominciando l’autunno. Qui la vita sembra paradisiaca. Per esempio, nel nostro vicinato ci sono molti giovani e durante i fine settimana vedi tutti che si mettono a giocare in mezzo alla strada a piedi nudi .. i bambini che si rincorrono … Quando fa molto caldo, a volte comincia a piovere e si formano cascate per le strade e allora, invece di vedere tutte le persone entrare dentro casa, le vedi uscire a rinfrescarsi sotto la pioggia. I bambini si divertono un sacco, sinceramente quando faceva più caldo sono andata anch’io a farmi una bella doccia sotto la pioggia!

Certo poi c’è anche il lato negativo, tanta povertà, la miseria, ma ti assicuro che anche se le persone sono poverissime non si lamentano mai, si accontentano del

poco che hanno ..”

Francesco è sempre a Vobarno (BS) dove sta svolgendo il servizio civile. Presto, Dio volendo sarà trasferito sull’altra sponda del lago di Garda, nei pressi di Bardolino (VR) dove risiede anche la sede legale della nostra associazione.

Lara e Sean sono sempre impegnati nel loro lavoro di volontariato inNigeria.  Mandano un grazie speciale ai membri dell’associazione Koraci per la loro offerta mensile. Nonostante qui in Croazia la situazione economica non sia delle migliori, queste care amiche hanno deciso di offrire un dollaro a testa al mese per aiutare chi è più bisognoso di loro in Africa.

Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti.

Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo e energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia. Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”

In ogni giornalino cerchiamo di elencare quelle che sono le necessità più immediate, ma non dovete sentirvi limitati solo a questa lista. Molti ci aiutano mensilmente o periodicamente con un’offerta sul nostro conto corrente. Oppure ci ospitano quando veniamo in Italia. O ci aiutano con alimentari, vestiario, perfino detersivi. O ci riparano gratuitamente i furgoni, ci sviluppano le foto, ci stampano il giornalino…e qui manca davvero lo spazio per raccontarvi tutti i piccoli e grandi atti di generosità accaduti anche solo in questi ultimi mesi. Grazie a tutti voi, e naturalmente, grazie a Dio!

Particolarmente un grazie di cuore a tutti coloro che hanno risposto alle nostre richieste d’aiuto nel giornalino numero 12. In particolare un grazie a Don Flavio e amici del Villaggio Violino (Brescia) che ci hanno procurato una tenda per le prossime attività estive e che ci hanno sorpreso con una visita lampo qui a Rijeka ai primi di giugno.

Grazie a Gigi e Roberto di Verona ed alla signora Valeria di Caorle (VE) per i videoregistratori.

Grazie anche ad Adriano ed Idelma per tutti gli accessori ed i mobili per la cucina.

Grazie a tutti gli amici di Borgo Roma per il loro regolare aiuto.

Sta arrivando l’estate … aiuto! Che caldo!!! Avremmo bisogno di alcuni ventilatori per la nostra comunità, anche per rendere più piacevole il soggiorno dei tanti ospiti che verranno.

Dopo gli ottimi videoregistratori appena ricevuti ci sarebbe ora bisogno di una nuova televisione.

Il furgone vecchio ci ha “abbandonato” definitivamente e noi siamo sempre alla ricerca di uno nuovo. Avete qualche idea?

Altre necessità sono: alimentari a lunga conservazione e articoli didattici e di cancelleria.

Cari amici,

ci ritroviamo dopo un’estate un po’ pazza, in senso meteorologico, ma intensa e ricca di attività ed esperienze davvero gratificanti. Viaggi, incontri, visite… Non penso però che molti di noi si sentano pronti ad affrontare l’inverno (“come, di già?”). Eppure, è ormai alle porte. Si sente parlare sempre di più di disturbi metereopatici, cioè collegati al “tempo”, oltre alla ormai tristemente famosa depressione. In un mondo instabile, sia parlando di tempo che di valori, non è forse vitale trovare delle certezze? Scoprire la pace nel mezzo della tempesta, qualcosa in cui credere, una felicità che si basa non su circostanze ma sulla fede, una via sicura fra tanta confusione?

Ci auguriamo che le prossime pagine possano aiutarvi proprio in questo. E…fateci sapere! Come sempre, siete nel nostro cuore e nelle nostre preghiere.

Con affetto

Anna e Per Un Mondo Migliore

“Perché cerchi la gioia nel mondo? Non sai che essa nasce solo nel tuo cuore?” – Tagore

“Non c’è che un modo per essere felici: vivere per gli altri” – R.Follerau

“Con gioia si alza di buon mattino chi cerca il bene; chi studia di fare il male ne verrà oppresso”” – Proverbi 11,27

 

UNA SETTIMANA AL VILLAGGIO VIOLINO

Se avete letto qualche numero precedente del nostro giornalino, “Villaggio Violino” non vi suonerà nuovo. Ma per chi non l’avesse fatto, non stiamo parlando di un conservatorio o di un nuovo gruppo musicale, bensì di un dinamico oratorio in un quartiere di Brescia con cui abbiamo intrecciato da un anno e mezzo circa un bellissimo rapporto di amicizia e collaborazione. Dal 2 al 6 settembre si è svolto un laboratorio di manualità in occasione del mini “GREST”, e Danijela e Irena di Koraci, con l’aiuto e le “traduzioni” di alcuni di noi, hanno insegnato a circa quaranta bambini a costruire dei bellissimi lavoretti artistici, biglietti di auguri ed oggetti in ceramica, sullo stile di quello che producono nel loro centro a Rijeka.

La prima sera che siamo arrivati c’è stato un incontro di presentazione aperto a tutti, durante il quale abbiamo appunto avuto modo di presentare le nostre attività, rispondere a varie domande e cantare …una canzone o due, sia in italiano che in croato. Irena ha raccontato la storia drammatica degli anni vissuti durante la guerra e l’assedio di Sarajevo, e Danijela ci ha parlato dei problemi e sfide del dopoguerra e dell’attività dell’associazione Koraci. C’è stato un momento commovente quando, dovuto al fatto che Paolo aveva perduto la voce, Danijela ha dovuto cantare da sola (in duetto con Anna per la parte italiana) la versione croata della canzone “Pace nel mezzo della tempesta”, per la prima volta in vita sua! Nonostante una comprensibile esitazione iniziale, la performance è stata un tale successo che l’abbiamo poi ripetuta in tutte le famiglie che ci hanno invitato giornalmente a casa loro, a pranzo o cena. Cogliamo l’occasione qui per ringraziare, oltre naturalmente Don Flavio che ha ideato e promosso l’intera iniziativa, anche Alberto e Patrizia, Stefano e Marina, Andrea, Anna e genitori, Gabriele, Massimiliano, Francesca, Gabri e Gabriel, Michela , Giuliano e bimbi, Andrea, Giovanna, Veronica ed Eleonora, Carlo e Lucia… e scusate se ci siamo dimenticati di qualcuno, ma eravate tanti in questa gara di ospitalità!

WEEK-END SPECIALE PER GLI AMICI DI RIJEKA

Il secondo fine-settimana di settembre, abbiamo organizzato un camp nelle montagne vicino a Rijeka. Lo scopo di questo ritrovo era di offrire alle persone un po’ di riposo fisico e di “ricarica” spirituale, lontani dal rumore e dalla confusione della vita cittadina.

Il tema dell’incontro era “come cambiare il mondo che ci sta intorno”. Sotto sono riportate le reazioni di alcuni partecipanti:

Mi chiamo Danijela e sono di Rijeka. Questo è stato un bellissimo week-end e mi sono divertita molto… una vera vacanza, ma non solo! È stato anche un momento di profonda riflessione che mi ha dato la forza di continuare ad andare avanti”

“Mi chiamo Irena, ho vissuto a Rijeka per gli ultimi sette anni della mia vita. Ho incontrato gli amici di “Per un mondo migliore” un anno fa circa ed ho già partecipato a diverse loro attività. I tre giorni appena trascorsi insieme? Meravigliosi! Il mio desiderio è che possano essere organizzati molto più spesso e che ci si possa vedere molto più di frequente perché è così che ci possiamo aiutare a vicenda”

Io sono Marija, la più anziana del gruppo. Sarei potuta essere la mamma di tutti. Sono stai tre bellissimi giorni, inspirati dal Signore, con la Sua benedizione su di noi. Siamo anche andati a fare delle escursioni insieme e mi sono meravigliata di avere così punti in comune con ragazzi più giovani”

Muha è un nostro carissimo amico proveniente da Mostar, in Bosnia Erzegovina. L’abbiamo conosciuto nel 1996 durante uno spettacolo nell’orfanotrofio in cui viveva e subito ha iniziato a frequentare la nostra comunità (allora vivevamo a Mostar). La sua storia, come quella di tanti altri ragazzi bosniaci è incredibile. All’età di 14 anni, mentre stava passeggiando per la città, è stato colpito dalle schegge di una granata che ha ucciso l’amico che gli camminava a fianco e che ha ferito molto gravemente la sua gamba destra.

L’avrebbe senz’altro persa se non fosse stato trasportato a Londra, dove l’hanno operato e salvato l’arto. La sua convalescenza in Bosnia poi, ancora colpita dalla guerra è stata un’altra odissea…

Dopo avere a lungo collaborato con lui durante la nostra permanenza a Mostar, ci siamo un po’ persi di vista. Un po’ per la distanza e un po’ per varie esperienze non troppo felici vissute dal nostro amico.

Un giorno ci ha telefonato dicendo che presto sarebbe passato da noi e dopo qualche giorno era già in viaggio pronto per la sua visita a Rijeka. È stato con noi due settimane circa ed è subito diventato parte della famiglia. Insieme pregavamo, leggevamo e lavoravamo oltre che andare a visitare altre famiglie profughe della zona. Il suo esempio di amore e perdono verso coloro che gli hanno fatto del male era sconvolgente, non solo per noi, ma soprattutto per le altre persone profughe che lo ascoltavano.

“All’uomo che ci ha lanciato quella granata, gli auguro ogni bene nella sua vita” diceva a persone stupefatte da ciò che stava ascoltando.

Se più persone come Muha seminassero pace, amore e perdono nel loro interagire quotidiano con gli altri, la pace in ex-Jugoslavia sarebbe più a portata di mano. Questa è la storia della sua vita che ci ha fatto avere:

LA STORIA DELLA MIA VITA

Sono nato il 1 maggio 1979 a Mostar. Fu un difficile parto per mia mamma che morì lo stesso giorno. In quel periodo mio papà stava lavorando in Irak e così, pur avendo solo tre giorni di vita, mio zio mi portò in un orfanotrofio a Sarajevo. Mia zia mi diede il nome Muhamed e da allora fui abbandonato a me stesso.

Avevo 7 o 8 anni quando imparai il significato della parola “famiglia”, durante i miei primi 12 anni di vita ho visto mio papà, mio fratello e mia sorella solo in 6 occasioni e li ho visitati a casa solo 3 volte.

Nel 1992, a Sarajevo, la guerra ebbe inizio; mio fratello mi fece scappare a Mostar a casa di mio zio. Il treno che presi fu l’ultimo a partire da Sarajevo, tutti gli altri li ho visti distrutti al telegiornale lo stesso giorno.

Essendo cresciuto in un orfanotrofio con 200 altri bambini ero poco abituato ad una vita in una normale famiglia; quando hanno iniziato a combattere anche a Mostar siamo stati costretti a lasciare l’abitazione dove risiedevamo. Dopo i bombardamenti solo io e mia sorella decidemmo di ritornare a casa. Camminammo tanti chilometri per parecchi giorni tramite i boschi prima di arrivare là. Sia io che mia sorella eravamo esausti. Per un po’ di tempo sono stato nelle valli attorno a Mostar con un anziano…

Quando i bombardamenti terminarono, ritornammo a Mostar con il resto della popolazione civile e fummo accolti nel centro sportivo della città. Le sparatorie però ricominciarono il 9 maggio 1993 alle 5 di mattina e continuarono per 4 giorni.

n quel periodo ero alloggiato in un appartamento con mia sorella che presto si fidanzò con un soldato professionista. Lui ci ha aiutato tantissimo durante il proseguo della guerra, rendendo possibile la nostra sopravvivenza.

Più tardi venni colpito da una granata mentre camminavo con un mio amico per la città. Lui morì ed io fui ferito gravemente ad una gamba. Per un po’ rimasi in ospedale e poi venni trasferito a Zenica, una città in Bosnia centrale. È stato un periodo molto difficile per me anche se in un certo senso una lezione di vita che dovevo imparare. Poi la guerra finì.

Capii di avere esperienze di come sopravvivere in situazioni di guerra, ma non sapevo

cosa fosse l’amore e la gentilezza.

Vivendo per conto mio, senza nessuna famiglia se non i miei amici della Croazia, è stato molto duro non mettermi nei guai. Sono però pronto a rialzarmi per imparare e credere e sono sicuro che, con l’aiuto di Dio, ce la farò.

Dopo tutto quello che ho passato in guerra e diversi anni insensati che hanno fatto seguito ad essa, non voglio sprecare la mia vita.

Il mio spirito vuole conoscere Dio e la Sua Parola, il valore della vera fede e quel posto di pace dove la mia anima può riposare.

Anche quest’anno abbiamo partecipato alla festa della Luna a Colere (BG) ed è stata l’occasione per rivedere molti cari amici ed approfondire un po’ la nostra amicizia. Eravamo in tutto una trentina di volontari, contro i circa 6000-7000 partecipanti alla festa. Abbiamo poi spedito un articolo alla redazione del giornale locale “L’Eco di Bergamo” di cui sotto ne riportiamo il testo:

“Apprezziamo gli articoli che il vostro giornale pubblica ogni anno all’apparire della famosa “festa della Luna”, durante l’ultimo weekend di luglio a Colere. Parlano di drogati, di scompiglio, di azioni da parte della polizia.

Volevamo farvi presente qualche altra notizia, forse leggermente più positiva. Per il quarto anno consecutivo, come gruppo di volontariato, ci siamo presi la briga di organizzare un punto di ascolto proprio nel bel mezzo della festa. Per tre giorni (e notti!) siamo lì a dare una mano e a venire incontro a questo ben ovvio disagio giovanile. Come? Con le nostre tende, chitarre, musica, scenette, proposte alternative (“Io sono un ribelle per la giusta causa. E tu?”). Con la certezza che il vero amore può essere la soluzione al peggiore problema. Con la nostra esperienza personale (eh, sì, alcuni di noi avevano provato a cercare la felicità con metodi simili). Con l’esempio di Gesù nel cuore, che venne non per i sani, ma soprattutto per guarire i malati.

Molti ragazzi si fermano intorno al nostro falò ad ascoltare, a riflettere, e alcuni perfino a pregare.

Con alcuni ci siamo rivisti, scritti e continuato un dialogo. Altri alla festa della luna non ci sono più tornati perché hanno scoperto qualcosa di meglio. E invece che buttare via la vita ora la stanno donando agli altri. Pensavamo fosse giusto parlare anche di questo.”

NON ANCORA! I TRAVAGLI DI UNA TAZZINA

Non sono sempre stata una tazzina. Ci fu un tempo nella mia vita in cui non ero che un ammasso di argilla. Poi il Maestro mi prese e cominciò a plasmarmi e a formarmi. Era un processo molto doloroso e lo implorai di smettere, ma lui sorrise e mi disse: “Non ancora!”

Poi mi mise su un tornio e mi fece ruotare su di esso, sembrava che non finisse mai. Mi venne una tale nausea che pensai che non ce l’avrei proprio fatta, ma poi alla fine mi tolse di là. Proprio quando pensavo che tutto fosse finito, il Maestro mi mise in un forno. Non capivo perché mai volesse bruciarmi:cominciai a strillare e lo implorai di tirarmene fuori. Riuscivo a malapena a vedere di fuori, attraverso lo sportello di vetro del forno, ma Lui solo sorrise, scosse la testa e disse: “Non ancora!”

Alla fine mi tirò fuori di lì. “Ah, adesso mi sento meglio!” Dissi fra me. Ma d’improvviso il Maestro mi prese in mano e cominciò a sfregarmi con la carta vetrata; poi prese il pennello e cominciò a pitturarmi dappertutto. Le esalazioni di vernice erano così forti che mi sentii svenire. Lo supplicai di smettere, ma lui continuò a sorridere e disse: “Non ancora!”

Poi mi mise in un altro forno, che era caldo il doppio del primo. Sapevo che sarei rimasta senza respiro: supplicai, pregai, piansi, ma lui continuò a sorridere e disse: “Non ancora!”

Cominciai a pensare che non c’era speranza, che non ce l’avrei fatta: non resistevo più, era finita per me. Decisi di arrendermi e fu a questo punto che lo sportello del forno si spalancò ed il Maestro disse: “Ora!”

Mi prese in mano e mi mise su di uno scaffale a riposare. Poi venne da me con uno specchio e mi disse di guardare. Non riuscivo a credere ai miei occhi e dissi: “Che bella tazzina!”

Allora il Maestro mi spiegò: “Voglio che tu capisca: lo sapevo che ti faceva male quando ti premevo e ti menavo colpi per plasmarti. Sapevo che il ruotare del tornio ti avrebbe dato il capogiro: ma se ti avessi lasciato stare ti saresti asciugata a saresti stata solo e sempre una massa di arglilla e non avresti avuto nessun tipo di personalità.

Sapevo che era caldo quando ti ho messo nel primo forno, ma se non l’avessi fatto, ti saresti sbriciolata tutta.

Sapevo che ti dava fastidio essere carteggiata e pitturata, ma se non l’avresti fatto saresti rimasta opaca ed incolore.

Oh, certo sapevo bene che il secondo forno ti avrebbe messo a dura prova, ma vedi se non ti avessi messo là dentro non saresti stata in grado di resistere alle pressioni della vita. La tua forza non sarebbe durata e non saresti sopravvissuta a lungo.

Quando sentivi che le prove erano insopportabili, la Mia mano era sempre su di te. Sapevo fin dall’inizio che cosa saresti diventata oggi. Avevo il prodotto finito in mente sin dal giorno in cui ti ho presa in mano per la prima

volta!”

In questo numero del giornalino invece del solito “Angolo della posta” riporteremo le lettere ed i messaggi lasciati dalle tantissime persone che hanno visitato la nostra comunità quest’estate. Abbiamo un diario nel soggiorno della casa ed ogni volta che qualcuno viene a trovarci chiediamo di scrivere le “impressioni a caldo”. Eccone alcune:

“Vi ringrazio per l’ospitalità. Qui è tutto diverso, ricco di pace e di serenità. Forse è così che si segue Gesù! (Ma sono piccola e non l’ho ancora capito). Un abbraccio!”(Da Brunetta ed Andrea, Brescia).

“È arrivato il momento di andarmene… che peccato, era così bello stare qui. Persino fare i lavori in casa era più facile qui con lo spirito di gruppo e con lo Spirito di Gesù. Di sicuro vi verrò a ritrovare ed una di quelle volte rimarrò anche. Dio vi benedica” (Da Simone, Lugo- Ravenna)

“Da questo posto bellissimo, ricco di serenità e di pace, partiamo felici e più ricchi dentro. Un bacio a tutti” (Da Francesca, Ivan, FeDeRiCo e Giacomo, Arco- Trento)

“Ho travato la gioia di vivere. Per me vivere o morire era indifferente convinta di essere di nessuna utilità per gli altri. Ho trovato dopo tante peripezie l’amore dentro il mio cuore per il Signore. La strada che mi aspetta da fare spero di farla in compagnia di Gesù. Un affettuoso abbraccio a tutte quelle persone che hanno cooperato a questo cambiamento. Con amore” (Da Anna, Conegliano- Treviso)

PROGRAMMA ALLA RADIO CAMPAGNOLA

Con l’aiuto del carissimo Gigi è stato organizzato per il 1 settembre 2002 un pomeriggio di animazione, giochi e scenette nella piazza di Molina seguito dalla proiezione di alcune diapositive sul nostro lavoro di volontariato in Croazia e Bosnia. È stata una giornata bellissima che ci ha dato la possibilità di conoscere tanti nuovi amici. Con Claudio soprattutto si è subito instaurata una speciale amicizia. Lui è il conduttore radiofonico a Radio Campagnola, a Castelfranco Veneto (TV) e ci ha invitato a partecipare ad uno dei suoi programmi per fare conoscere la nostra associazione, per portare la nostra testimonianza di volontari e per fare un appello per il furgone che ancora stiamo cercando. Il programma è stato ottimo e divertente (nonostante l’emozione iniziale) e a Claudio è venuta la “brillante” idea di contattare i suoi amici di Bassano TV, a Bassano del Grappa (VI) per un servizio in televisione. Pochi giorni dopo eravamo di nuovo nella zona per la registrazione del servizio di 20 minuti che sarebbe andato in onda la domenica successiva. Abbiamo così incontrato Elena e Vanessa che erano molto gentili e disponibili e con Alessandro, il direttore della televisione, ci siamo persino messi a conversare in croato (visto che sua moglie viene da là).

Un grazie speciale al carissimo Claudio, alla sua dolcissima moglie Assunta per il grande interessamento dimostrato nei nostri confronti e a tutti gli altri amici che hanno reso tutto questo possibile. Siete nei nostri cuori!

GRAZIE………. Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti.Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo e energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia.

Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”

Ci ha davvero colpito la gara di solidarietà in favore del nostro nuovo pulmino! Non abbiamo ancora raggiunto la somma necessaria, ma per ora vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno generosamente contribuito. Contiamo di poter acquistarlo prima delle attività invernali.

Grazie ad Adriano ed Idelma per come si sono più volte prodigati per migliorare e attrezzare la nostra comunità di Rijeka, con mobili, utensili per la cucina, e perfino venendo di persona ad aiutarci a sistemare l’orto!

C’è qualcuno in Italia che si prende sempre cura di aggiornare e migliorare il nostro ufficio con nuove stampanti, scanner,computer, programmi, cartucce ecc. Grazie Ermanno!

C’E’ BISOGNO DI…….

- alimentari a lunga durata

- articoli didattici e cancelleria

- una televisione per la comunità

        - microfoni…

Finalmente è pronto! Il nostro CD prodotto e registrato qui nella nostra comunità di Rijeka è stato ultimato da pochi giorni. Un enorme grazie a Davide per l’assistenza tecnica e tutto il tempo che ha dedicato a questo progetto.

Il CD si intitola “Possiamo farcela insieme” ed è una collezione di 13 brani che speriamo siano un incoraggiamento ed un aiuto a tutti coloro che lo ascolteranno.

Dobbiamo ora finalizzare la produzione del CD per poi presentarlo durante i nostri spettacoli o durante le varie manifestazioni a cui partecipiamo.

Il ricavato della vendita di questi CD sarà interamente devoluto a favore dei nostri progetti di volontariato, quindi se qualcuno di voi è

interessato ad aiutarci fatecelo sapere e… state sintonizzati!

coseilnatale

chrpics

Nella celebrazione del Natale campeggia la figura di un uomo dalla barba e i capelli bianchi, con un abito rosso bordato di pelliccia – Babbo Natale. È lui che rappresenta il Natale?
La sera di una Vigilia di Natale mi accomodai per bene sulla mia poltrona, stanco ma felice. I bambini erano a letto, i regali erano incartati, il latte e i biscotti aspettavano Babbo Natale vicino al caminetto. Mentre ammiravo l’albero con le sue decorazioni, non potei fare a meno di sentire che mancava qualcosa. Non ci volle molto perché le luci intermittenti mi facessero addormentare.
Non so quanto tempo dormii, ma improvvisamente mi resi conto di non essere solo. Potete immaginare la mia sorpresa quando aprii gli occhi e vidi Babbo Natale in persona in piedi vicino al mio albero. Era tutto vestito di rosso, proprio come lo descrive la tradizione, ma non era “l’allegro burlone” che si dice. L’uomo in piedi davanti a me sembrava triste e deluso. E aveva gli occhi pieni di lacrime.
“Babbo, c’è qualcosa che non va?” gli chiesi. “Perché piangi?”
“Si tratta dei bambini”, rispose lui con tristezza.
“Ma i bambini ti vogliono bene”, replicai.
“Oh, lo so che mi vogliono bene e che gli piacciono i regali che porto”, disse, “ma sembra che oggi i bambini non capiscano il vero spirito natalizio. Non è colpa loro, sono gli adulti che si sono dimenticati di insegnarglielo. Molti adulti non l’hanno mai imparato nemmeno loro”.
“Insegnare cosa ai bambini?” chiesi.
Il volto di Babbo Natale si intenerì. Non erano più le sole lacrime a fargli brillare gli occhi. Con voce tenera disse: “Insegnare ai bambini il vero significato del Natale. Insegnare loro che nel Natale c’è ben più della parte che possiamo vedere, sentire e toccare. Insegnare loro cosa c’è dietro ai simboli delle abitudini e delle tradizioni che osserviamo a Natale. Insegnare loro cosa rappresentano veramente”.
Babbo Natale infilò una mano nel sacco, ne trasse un minuscolo albero di Natale e lo depose sulla mensola del camino. “Insegnare loro a capire l’albero di Natale.Il verde è il secondo colore del Natale. Il sempreverde maestoso con il suo colore immutabile rappresenta la speranza della vita eterna in Gesù. La sua cima si slancia verso l’alto per ricordarci che anche i pensieri dell’uomo dovrebbero puntare verso l’alto”.
Infilò di nuovo la mano nel sacco, ne tolse una piccola stella e la mise sulla punta dell’albero. “La stella era il segno della promessa. Dio aveva promesso all’umanità un Salvatore e la stella era il segno dell’adempimento di quella promessa il giorno che nacque Gesù Cristo. Bisogna insegnare ai bambini che Dio adempie sempre le sue promesse e che gli uomini saggi, come i re magi, lo cercano ancora”.
“Il rosso”, disse Babbo, “è il primo colore del Natale”. Tolse dal sacco una decorazione rossa per l’alberello. “Il rosso è intenso, forte, vivo. È il colore del sangue vitale che scorre nelle nostre vene. È il simbolo del dono più grande che Dio ci abbia fatto. Bisogna insegnare ai bambini che Cristo diede la sua vita e sparse il suo sangue per loro, perché potessero avere la vita eterna. Il colore rosso dovrebbe ricordare loro quel meraviglioso dono della vita”.
Babbo trovò una campanella nel sacco e la piazzò sull’albero. “Come il suono della campana guida verso la salvezza la pecora smarrita, essa continua a suonare oggi perché tutti arrivino all’ovile. Insegnate ai bambini a seguire il vero Pastore che diede la vita per le pecore”.
Babbo pose una candela sulla mensola e l’accese. La fiamma illuminò la stanza. “La luce della candela rappresenta il modo in cui l’uomo può dimostrare gratitudine per il dono divino del Figlio di Dio quel lontano Natale. Insegnate ai bambini a seguire le orme di Cristo, a fare del bene. Insegnate loro a lasciar brillare la loro luce davanti agli uomini, perché tutti possano vederla e glorificare Dio.
“È questo il simbolo delle luci che brillano sull’albero come centinaia di candeline accese. Ciascuna rappresenta uno dei preziosi figlioli di Dio”.
Babbo infilò di nuovo la mano nel sacco e questa volta ne trasse un bastone di zucchero bianco a striscerosse. Lo appese all’albero e sussurrò: “Ecco un bastone di zucchero duro, bianco. Il bianco è un simbolo della nascita da una vergine e della natura priva di peccato di Gesù, il nostro salvatore. Il bastone rappresenta il pastorale del Buon Pastore, che Egli usa per raggiungere e tirare fuori dai fossi del mondo le anime, che come pecore si sono perdute.
“Il candito originale aveva tre strisce rosse sottili che rappresentano le frustate ricevute da Gesù, che ci danno guarigione, e tre strisce larghe che rappresentano il sangue da Lui sparso per noi sulla croce per darci vita eterna. Insegnate queste cose ai bambini”.
Babbo tirò fuori una bella ghirlanda fatta di sempreverdi freschi e profumati, legata da un fiocco rosso. “Il fiocco rappresenta il legame della perfezione, cioè l’amore. La ghirlanda simboleggia tutte le cose buone del Natale agli occhi di chi vede e ai cuori di chi capisce. Contiene i colori rosso e verde e gli aghi dell’abete rivolti verso il cielo. Il fiocco parla della buona volontà di Dio verso tutti noi e il suo colore ci ricorda nuovamente il sacrificio di Cristo. Anche la sua forma è simbolica e rappresenta l’eternità e i valori eterni dell’amore di Cristo. È un cerchio senza principio e senza fine. Sono queste le cose che dovete insegnare ai bambini”.
“Ma che posto hai tu in tutto questo, Babbo Natale?” gli chiesi.
Le lacrime erano ormai svanite e il suo volto si aprì in un sorriso. “Grazie del pensiero”, rise. “Anch’io sono solo un simbolo. Rappresento lo spirito dell’allegria famigliare e la gioia di dare e ricevere. Se insegnate ai bambini tutte queste cose, non correrò il rischio di diventare più importante del necessario”.
Devo essermi riaddormentato di nuovo e quando mi sono svegliato ho pensato: Finalmente comincio a capire. È stato tutto un sogno? Non lo so. Ma mi ricordo le ultime parole di Babbo Natale: “Se non siete voi ad insegnare queste cose ai bambini, chi lo farà?

–Autore ignoto

Intorno all’albero

Stanotte anch’io vorrei brillare
Come un albero di Natale
E come quelle stelle lassu’
Brillare al mondo per Gesu’

Ha tutto il mondo nelle sue mani
E’ tutto nelle mani di Dio.
Ha i piccoli bambini nelle sue mani
E’ tutto nelle mani di Dio..
Ha me e te nelle sue mani
E’ tutto nelle mani di Dio.
Ha tutti quanti noi nelle sue mani
E’ tutto nelle mani di Dio.

Tanti auguri a te, Gesù!

Mi ricordo Natale quand’ero bambino
Canzoni,feste e tanti regali
Sotto l’albero in tanti eravamo
A domandarci : il mio regalo dov’è?

Ricordo i doni ci scambiavamo
Tutti sembravano così felici
Poi un Natale mi venne un pensiero:
Ma oggi non è il compleanno di Gesù?

Tanti auguri a te, Gesù
Incominciai a cantare
Quel giorno sei venuto
L’amore a portare
Il Figlio di Dio
Su di un albero innalzato
E così il miglior regalo
A Natale e’ Gesu’

Adesso quando arriva il Natale
È un giorno di festa, un giorno speciale
Tantissime luci faccio brillare
E con tutto il cuore ti canterò:

Natale è Amore
L’amore è il senso del Natale
Fu l’amore che fece splendere la stella
Fino a quell’umile capanna i tre re magi
Fù l’amor che li guidò
E’ il segreto del Natale
Per amore il coro di angeli cantò.

L’amore illumino’ Maria
E Giuseppe un bravo padre per Gesù lui diventò
E’ un miracolo il Natale
La piu’ bella storia per amore incominciò.
L’unico dono fu l’amore
Che guido’ i pastori ad adorare il loro Re.

Cos’è il Natale e’ solo amore
Celebriamo la nascita di vita e libertà
Gesù venne a vivere con noi
E visse solo per amore
Per sempre noi vivremo
Per l’amore che ci ha dato
Per il prezzo che ha pagato
Il Natale è amore

Soltanto una preghiera può cambiare
e dare luce al tuo Natale
Provala se vuoi
Puoi avere gioia, pace e amore
Ed una nuova vita
Se apri il cuore è qui per te
Davanti a te

Cos’è il Natale è solo amore
Canta una canzone e prega qui con noi
Gesù vieni a vivere in me
Ti prego, entra nel mio cuore
Voglio credere in te
Per l’amore che mi hai dato
Per il prezzo che hai pagato
Ora so che il Natale è amore.

Vi auguriamo un Buone Natale.

Con tante preghiere per il nuovo anno.

Anna e tutti!!

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