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Notiziario no.18

Carissimi amici,
con gioia vi presentiamo il nostro primo giornalino del 2004! Buone notizie di sicuro, grazie anche al vostro aiuto e partecipazione nei nostri progetti.
Come potete vedere dalla copertina, questo diciottesimo numero l’abbiamo dedicato ai bambini, una realtà meravigliosa, ma allo stesso tempo così bisognosa e a volte drammatica.
Infatti, il mondo dei bambini è l’oggetto di molti dei nostri interventi: dai programmi educativi in scuole ed istituti, all’animazione in campi profughi e ospedali, dal materiale didattico che distribuiamo, all’aiuto che offriamo a genitori in difficoltà.
Cosa sarebbe il mondo senza bambini? Per amarli e influenzarli positivamente non bisogna per forza essere dei genitori, anche se personalmente il Signore mi ha benedetto con sei figli e già due nipotini che mi hanno insegnato grandi lezioni di vita

Questo giornalino è infatti dedicato a chi insegna, a chi lavora nel settore dell’infanzia, a chi fa lo zio o a chi semplicemente ama e vuole preservare quei fiori stupendi che Dio ci ha dato. Con affetto


Anna

“Ogni volta che senti parlare di qualcuno che ha fatto qualcosa di grande, puoi esser sicuro che dietro, da qualche parte, c’è stata una spinta: l’interesse di una mamma, l’esempio di un padre, l’influenza di un insegnante… “ – Catherine Miles
UN’INSEGNANTE A CASA NOSTRA

“Ieri notte ho sognato Gesù. E non mi era mai capitato prima, ci credete? Penso sia proprio a causa vostra! Grazie di tutto cari amici!”
Questo è quello che ci ha scritto Irena, l’insegnante di inglese della scuola di Krnjak, dopo esser venuta a passare qualche giorno a casa nostra in gennaio, con la sua bimba Nikol.
All’inizio voleva solo rimanere un paio di giorni, durante le vacanze natalizie, ma poi è rimasta praticamenete fino alla riapertura delle scuole, a metà gennaio. Ha detto che si sentiva così bene fra noi…
Abbiamo incontrato Irena nell’aprile del 2002, durante una delle lezioni di inglese che insegnavamo in questa scuola frequentata da bambini profughi, vicino al confine croato-bosniaco. Ci colpì l’amore che mostrava per il suo lavoro e verso i bambini. “Quando mi sono laureata” ci ha confidato Irena ”sapevo che Dio aveva un lavoro speciale per me da qualche parte, e non solo un lavoro, ma dei bambini che avevano bisogno del mio aiuto. Credo che questa sia la mia missione e che questi bambini profughi abbiano bisogno di me”.
Quando Irena e Nikol sono venute a trovarci a casa nostra, sono automaticamente diventate parte della nostra grande famiglia. Nikol ha fatto subito amicizia con Alexis, entrambe della stessa età. Con gioia si sono unite a noi intorno alla tavola a mangiare insieme e poi alla sera a cantare e pregare per la buonanotte.
Irena ha anche avuto modo di partecipare in alcune delle nostre attività qui nella zona: si è vestita da clown per far felici i bambini e confortare le mamme del centro di assistenza Sveta Ana qui a Fiume che aiuta famiglie vittime di violenza familiare.
Così ha scoperto di non essere da sola nelle sua missione di aiutare gli altri. “ Quello che ho nel cuore oggi e che porto a casa con me, probabilmente non l’avrei trovato da nessun’altra parte”, ha scritto nel libro degli ospiti qualche minuto prima di tornare a Karlovac, la città in cui vive.
E questa è la nostra speranza e la nostra preghiera per Irena: che possa continuare a portare quel qualcosa di speciale ai suoi numerosi bambini e che a loro volta essi crescano imitando il suo esempio.
Anna con i bimbi orfani di Laurana
Dopo aver cantato con voi, mi sembra di rivivere…
Per noi volontari il Natale è uno dei periodi più intensi dell’anno: si inizia a novembre con le prove, la registrazione e la traduzione dello spettacolo che viene prodotto sia in croato che in italiano, la preparazione dei burattini e dei costumi. Tutto deve essere pronto per la fine di novembre. Quest’anno infatti abbiamo fatto il nostro esordio il primo di dicembre, con un totale di 28 spettacoli in Croazia e 12 in Italia!
Mark, Maggie e Simone nella casa di riposo di Rovigno

Siamo stati in molti istituti e case di riposo fra i più bisognosi a Fiume e in Istria, alcuni dei quali ci conoscono già da tempo e ci aspettavano con trepidazione. Per altri invece era la prima volta e se avessimo avuto più tempo e personale avremmo accettato anche altri inviti.
Un’altra novità è stata che quest’anno, invece che tradizionalmente chiudere i battenti verso metà dicembre e venire tutti in Italia, abbiamo deciso di lasciare un

Bambini felici di avere…
piccolo gruppo di noi in Croazia a continuare le attività natalizie, con l’aiuto di giovani del posto che da tempo lavorano con noi. E’ stata un’occasione per loro di sentirsi ancora più motivati a coinvolgersi, visto che c’era bisogno più che mai del loro aiuto.
Perfino il giorno di Natale hanno avuto modo di far felici una delle categorie più abbandonate quel giorno: gli anziani nelle case di riposo. Mentre ospedali e orfanotrofi generalmente si svuotano o perlomeno organizzano qualche festa, molti anziani non hanno nessuno che li venga a trovare, nemmeno i parenti.
“Mi sentivo così depressa prima che veniste” ci ha confidato un’anziana signora ospite della casa di riposo di Volosca, “ma ora, dopo avervi incontrato e aver cantato con voi, mi sembra di rivivere”.
Andrea e Simone fra di loro!

A febbraio, in occasione del carnevale, siamo tornati con un altro spettacolo in alcuni di questi istituti e in altre scuole che ci hanno invitato per la prima volta.


Siamo sempre pronti a organizzare spettacoli per ogni occasione, anche se questa è solo una delle molte attività in cui siamo impegnati. Sulla penultima pagina potete avere una veduta più ampia del resto dei nostri progetti.

Una vita che si moltiplica...
Visto che Paloma presto partirà per l’Africa, l’abbiamo subito intervistata. Ci interessava soprattutto saperne qualcosa di più sulla sua infanzia…

Quali sono i tuoi primi ricordi?
Viaggi, facce nuove e posti diversi. Mi piaceva viaggiare, perchè voleva dire esplorare cose nuove. Un’altra cosa che mi ricordo parecchio è la musica. Beh, se entrambi i tuoi genitori sono musicisti, l’amore per la musica ce l’hai dentro fin dalla nascita.
Partecipavi alle attività musicali dei tuoi genitori?
Si! Con gli altri bambini eravamo sempre pronti ad improvvisare una canzone o una scenetta per chi ci veniva a trovare e naturalmente un sacco di spettacoli in case di riposo, orfanotrofi, scuole, ospedali, ecc.
Altri bambini? Cioè?
Sono la prima di 6 fratelli, quindi formavamo già noi un piccolo gruppo. Poi, abbiamo sempre vissuto con almeno un’altra famiglia. Questo ha fatto sì che avessimo sempre amici e qualcuno con cui giocare, ma anche con cui condividere i nostri giocattoli.
Quale paese, di quelli in cui hai vissuto da piccola, ti è rimasto più impresso?
Diciamo due paesi….India e Nepal. Abbiamo vissuto là per circa sette anni. Praticamente sono cresciuta là!
Come ti ha accolto la gente?
Ovviamente eravamo degli stranieri…in genere non trovi capelli rossi e lentiggini in India. Ma ricordo che mi trovavo bene con i bambini del posto e coi vicini. Dopo ogni spettacolo i bimbi della scuola (anche 2000!) ci si ammassavano intorno, ci pizzicavano le guance, toccavano i capelli, tutto in amicizia naturalmente, perchè eravamo una novità.
Come conciliavi la scuola con gli spostamenti?
Benissimo! Ho probabilmente ricevuto più instruzione da piccola di tanti altri bambini. Mio padre fu il mio primo insegnante quando ero ancora sul seggiolone e a tre anni sapevo già leggere e scrivere. Per non parlare del vantaggio che ho avuto con l’apprendere lingue straniere.
Ti è mai dispiaciuto dover spostarti, lasciare giocattoli, amici, casa?
Ovviamente, ho sentito la mancanza dei vecchi amici, ma ero contenta alla prospettiva di conoscerne di nuovi, di esplorare una nuova casa da cima a fondo; non sentivo mai di aver perso qualcosa per sempre. Penso che viaggiare sia una grande esperienza educativa per un bambino, e specialmente in un mondo che è in continuo cambiamento è importante imparare a desiderare, non temere, i cambiamenti, fondando il senso di sicurezza nei valori, non nelle cose.

Qual’erano i valori che hai imparato e che ti sono rimasti dentro di più?
Penso il fatto di crescere sempre consapevole delle esigenze di chi mi sta intorno. Se vedevo una persona triste o bisognosa, non esitavo a fermarmi, dirle una parola gentile o una preghiera, farle un sorriso e se avevo quello che a loro mancava, offriglierlo. Naturalmente, il dono più grande che potevo offrire era Gesù.
Mi ricordo che una volta in India, una bambina era venuta a giocare a casa nostra e io e mio fratello le abbiamo letto delle storie dalla Bibbia e poi abbiamo detto una preghiera con lei. Ci siamo divertiti a giocare insieme, ma la cosa che più ci dava gioia era il pensiero che un giorno l’avremmo rivista in cielo!
A proposito, abbiamo saputo che adesso sei una mamma anche tu? Come ti senti?
Si! Sono la mamma di una precoce bimba di 4 anni, Alexis. Come mi sento? Benissimo! Adesso ho la possibilità di mettere in pratica tutto ciò che mi è stato insegnato, i metodi che i miei genitori hanno usato con me, e migliorati, si spera! A livello scolastico potrebbe frequentare la prima elementare: Alexis adora la scuola! Ha anche partecipato al nostro spettacolo di Natale e ha potuto così far felici molte persone.
Che consigli daresti a un genitore?
Impartire ai tuoi figli un fondamento nelle fede, insegnando loro i principi del Grande Maestro….di amare Dio e il nostro prossimo come noi stessi. Allora saranno più consapevoli di chi ha bisogno intorno a loro e non cresceranno egocentrici o lamentandosi di quello che non hanno.
Puoi sempre portare il tuo bambino a trovare gli anziani nella casa di riposo vicino a casa tua e confortare qualche persona sola.
Non devi andare fino in India per essere un missionario o per mostrare ai tuoi figli come diventarlo. Puoi iniziare nel tuo paese ed imparare insieme a loro!
E sei hai tempo e al tuo bambino piace, insegnagli a leggere e scrivere non appena può. I primi cinque anni di vita sono i più importanti, ma purtroppo, spesso, i più sottovalutati.

 

Grazie, il vostro piccolo foglio appeso alla porta all’interno del nostro ufficio “Se vuoi essere felice fai felice gli altri!” , è spesso un modo che ho per parlare di voi con chi accede al nostro centro e per far conoscere il vostro operato. Non so se poi alle parole di elogio fatte in mia presenza, segua anche qualche fatto concreto, ma non credo che questo sia importante. Solo il fatto che ci sia chi dice “Che Dio li benedica” è una piccola luce di speranza. Non ho molto tempo da dedicarvi, un giorno forse… non mi piace fare e ricevere promesse, meglio una piccola sorpresa, come la copia del vostro giornalino inviata espressamente a me. Un abbraccio e … a presto! Daria (Centro servizi volontariato- Verona)


E’ stato molto bello vederti quella sera, abbiamo fatto una bellissima chiaccherata e la prima cosa che ho detto a mia mamma dopo che ti avevo visto è che quando parlo con te, provo una serenità e una pace stupenda. Tu sei per me l’immagine di Gesù e nell’abbracciarti quasi mi commuovo. Dai una certezza e fortezza alle persone che ti conoscono ed è bello stare in tua compagnia, hai UN DONO MERAVIGLIOSO, e lo stai usando benissimo!!!
In più la sorpresa di averti visto giocare con i miei ragazzi… hai affascinato anche loro. Ora saluto te e tutta la tua equipe… Un mega abbraccio forte forte!! Mary (Brescia)


Grazie per aver aperto le porte del mio cuore. Con tutto il mio amore. Nicoletta (Trento)


Grazie Signore per questo fantastico, non pianificato week-end nella comunità “PER UN MONDO MIGLIORE”. Conoscere così tante persone diverse che però hanno una meta comune, che è quella di amare, è un qualcosa di inspiegabile, ma che si può solo vivere. Questi tre giorni mi daranno la forza per continuare il cammino della vita e tutto quello di nuovo che mi aspetta. Grazie per avermi invitato qui, anch’io sento quella pace ora… Tornerò di sicuro! (Katia e figli- Croazia)

L’angioletto Alexis canta durante uno spettacolo di Natale
Visto che stiamo parlando di bambini, ci è venuto in mente che possiamo presentarvi i nostri… Jeffrey e Alexis!
Oltre a essere per noi fonte di gioia ed incoraggiamento, i nostri due bambini sono parte essenziale del nostro lavoro di volontariato e alcune persone si ricordano soprattutto di loro…
Chi potrebbe resistere all’amore spontaneo di un bimbo? Alexis con la mamma di un amico a Fiume.

Jeffrey lustra-scarpe per una sera in comunità. Serve aiuto?

 

Ogni settimana Jeffrey partecipa al programma di clown-terapia con Andrea, Simone ed altri giovani di Fiume.

Un bimbo parzialmente sordo tornò a casa un giorno con una lettera del preside della scuola. Il biglietto suggeriva ai genitori di togliere il bambino dalla scuola perchè “troppo stupido per poter imparare”.
La mamma, dopo aver letto il messaggio disse: “Mio figlio Tom non è troppo stupido per poter imparare; sarò io stessa la sua insegnante da oggi in poi. E così fu…
Quando Tom morì parecchi anni dopo, tutti gli abitanti degli Stati Uniti in suo onore spensero tutte le luci per un minuto. Questo perchè Tom aveva inventato la lampadina e non solo: la cinepresa ed il grammofono. Complessivamente Thomas Edison fu l’autore di più di mille invenzioni.
Pensaci un pò...

Mia madre un giorno mi disse: “Se tu farai il soldato, diventerai senz’altro un generale e se ti farai prete, diventerai Papa.”
Invece io sono un pittore e mi chiamoPicasso.

“Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio” (La Bibbia- Proverbi 22:6)

Quando Madre Teresa ricevette il premio Nobel, le fu chiesto: “Cosa possiamo fare per promuovere la pace?”
Lei rispose: “Tornate a casa e amate la vostra famiglia!”
La piu’ grande di tutte e’ l’amore
Se io vivessi in una casa sempre pulita con ogni piccola cosa sempre al suo posto, ma non avessi amore, sarei una casalinga, ma non una mamma.
Se vivessi per dare la cera, togliere la polvere e decorare la casa,
ma non avessi amore, i miei bimbi imparerebbero la pulizia,
ma non il vero senso della vita.
L’amore lascia la polvere per cercare il sorriso del bambino.
L’amore non si preoccupa delle piccole impronte sul vetro appena pulito.
L’amore asciuga le lacrime prima del latte versato.
L’amore abbraccia prima il bambino e poi mette i giocattoli a posto.
L’amore è presente durante i momenti difficili.
L’amore va a gattoni col neonato, lo accompagna quando fa i primi passi e gli corre insieme quando è cresciuto.
Poi si fa da parte e lo lascia diventare adulto.
Prima di diventate mamma mi vantavo della perfezione della mia casa.
Ora invece mi vanto della perfezione di Dio nei miei bimbi.
Come madre ci sono molte cose che posso insegnare ai miei figli,
ma la più grande di tutte è l’amore.
(Adattato dalla Bibbia: 1 Corinzi capitolo 13)
PROGETTI IN CORSO…

Il progetto di clownterapia si sta espandendo! I nostri clown operano regolarmente in quattro instituti ogni mese: Dom Sv.Anna (un istituto per mamme e bambini vittime di violenza familiare), l’ospedale per bambini di Kantrida, l’istituto per bambini disabili di Ostro e la casa di riposo di Volosca. Uno degli obiettivi di questo progetto è di coinvolgere giovani del posto e addestrarli nel settore del volontariato, un concetto, a differenza dell’Italia, ancora abbastanza nuovo qui in Croazia. Molti stanno aderendo e speriamo che sia solo un inizio che li aiuti a scoprire la gioia che viene dal dare agli altri e serva da trampolino di lancio per altre iniziative di volontariato.
All’inizio di febbraio Mark ha cominciato ad insegnare inglese nell’orfanotrofio di Laurana. Ogni martedì va ad aiutare i bambini con i compiti, passa del tempo a conoscerli personalmente offrendo così quell’attenzione di cui hanno così tanto bisogno. Questo progetto continuerà fino alla fine dell’anno scolastico.

Abbiamo anche ripreso ad insegnare inglese nella scuola elementare di Vojnic e questo ci dà la possibilità di impartire dei valori e aiutare questi bambini profughi a sviluppare l’arte della comunicazione. Ne approfittiamo anche per far visita a molte famiglie bisognose che seguiamo in questa zona che, tempo fa, fu severamente colpita dalla guerra.
Il calendario perpetuo “Segreti del successo” si è rivelato un vero successo! Sia in Italia che in Croazia abbiamo ricevuto moltissime richieste e reazioni entusiaste. Per chi è interessato a fare un regalo significativo, ne abbiamo ancora a disposizione.

Alla Comunità degli italiani di Fiume abbiamo da poco fatto un incontro appositamente per giovani interessati a partecipare in attività di volontariato, al quale ne seguiranno altri più mirati.
In marzo saremo impegnati nell’oratorio delle Forette (VR) a fare un altro murales come quello fatto al Villaggio Violino di Brescia nel settembre del 2001. Oltre che un segno perenne di pace, speriamo serva anche da stimolo per gli adolescenti della parrocchia che ci accompagneranno nell’impresa.

Grazie!

Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti. Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo e energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia. Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”


In ogni giornalino cerchiamo di elencare quelle che sono le necessità più immediate, ma non dovete sentirvi limitati solo a questa lista. Molti ci aiutano mensilmente o periodicamente con un’offerta sul nostro conto corrente. Oppure ci ospitano quando veniamo in Italia. O ci aiutano con alimentari, vestiario, perfino detersivi. O ci riparano gratuitamente i furgoni, ci sviluppano le foto, ci stampano il giornalino…e qui manca davvero lo spazio per raccontarvi tutti i piccoli e grandi atti di generosità accaduti anche solo in questi ultimi mesi. Grazie a tutti voi, e naturalmente, grazie a Dio!


Durante il periodo natalizio, compreso quasi tutto il mese di gennaio, abbiamo ricevuto varie offerte tramite il conto corrente postale dell’associazione, alcune anche da vecchi amici che non sentivamo da tempo: grazie di cuore! Faremo del nostro meglio per metterle a buon uso.
Un grazie speciale alla Scuola materna di Castelnuovo (VR) che, per iniziativa di una cara insegnante, Maria Grazia, ha organizzato una raccolta di fondi per poter distribuire materiale educativo e far felici tanti bambini qui in Croazia.

Grazie anche alla scuola materna di Caorle (VE), a Chiara e i bambini delle elementari di Borgo Venezia (Verona), a Suor Celina e genitori dell’istituto Leonardi (Verona), alla parrocchia di Arcene (BG) e al ‘grande’ paesino di Molina di Fumane (VR) per aver accolto con grande entusiasmo il nostro spettacolo a Natale, e averci aiutato generosamente.
Arrivederci al prossimo Natale! 

 

Notiziario n. 19

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Centro parrocchiale di S. Martino- Forette (VR)

Carissimi amici,


tanti saluti soleggiati dalla Croazia! Vogliamo celebrare il lungo atteso arrivo dell’estate con un’edizione del nostro giornalino dedicata a chiunque si senta imperfetto o limitato da qualche handicap. Per dire il vero, la maggior parte della gente, chi più chi meno, che lo ammettano o no, rientra in questa categoria. Non parleremo solo delle attività che, come volontari, svolgiamo per aiutare quella fascia di persone affette da qualche ovvio handicap, ma anche di come tutti noi siamo chiamati a vivere con dei limiti, a superare degli ostacoli, a scoprire la forza della debolezza in noi e in chi ci sta vicino.
Vi auguriamo un’estate piena di gioia ed esperienze positive, una delle quali potrebbe essere una visita qui da noi!

Con affetto, Anna

Quando, sospirando, esclamiamo: ”Come vorrei una vita senza difficoltà!” ricordiamoci che le querce più robuste sono quelle percosse dal vento. (P.Marshall)

AL LAVORO FRA GLI ANGELI

Fra i tanti istituti che visitiamo ed assistiamo, la scuola per disabili di Rijeka è uno dei posti a cui siamo più affezionati. Abbiamo intervistato la segretaria.
Miriam, raccontaci un pò di come sei arrivata qui.
Il mio primo lavoro è stato proprio in questa scuola, nel ‘71. Durante i primi tre anni e mezzo non ero segretaria, lo sono diventata dopo.Questa è una scuola elementare e media, gli alunni hanno un’età che va dai 7 ai 21 anni e sono tutti ritardati mentali, chi più, chi meno.Alcuni ragazzi hanno degli handicap molto pesanti e la loro istruzione consiste nell’imparare le cose basilari della vita: come lavarsi, come prendere l’autobus, ecc.Ci sono 200 ragazzi, 179 frequentano la scuola elementare, 21 la scuola media. Ci sono anche 14 ragazzi in sedia a rotelle.

Ti piace il tuo lavoro?
Mi piace moltissimo. Ero qui dal ‘71 al ‘79 e poi sono andata a lavorare per 16 anni, sempre come segretaria, in una scuola “normale”, ma ho sempre desiderato tornare qui. Lavoravo al ginnasio in città quando, nel ’95, mi è stato riproposto di ritornare.

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Che differenza hai trovato fra le due esperienze?
Molta! Tanti mi chiedono perché da un liceo della città sono tornata a una scuola per ragazzi disabili. Io penso che loro non sanno proprio cosa si provi a lavorare qui: mi sembra di stare fra angeli e non con scolari; sono sinceri e quello che sentono si capisce subito. Se vuoi bene loro, ti danno di ritorno dieci volte di più. Sono educati e rispettosi, qui si sentono come a casa e nell’aria si respira qualcosa di più positivo.
Ero qui, sono andata via, sono ritornata e adesso resto. Qui è il massimo!

C’è qualcuno che ricordi in particolare?
Nel ‘95 c’era una ragazzina di nome Susanna che si faceva chiamare Susa. Entrava in ufficio, mi chiedeva come stavo e poi se ne andava. Lo faceva tante volte al giorno. Era davvero carina…
Quali difficoltà hai avuto o hai nel lavorare con ragazzi disabili?
Ci sono tante cose che facciamo e che di solito non si fanno in altre scuole. Alcuni dei nostri ragazzi non hanno le capacità, a volte, di svolgere i compiti che a noi sembrano più banali. Per qualcuno questo potrebbe sembrare un peso, ma per me non lo è. Qui ci sono dei ragazzi speciali e noi dobbiamo diventare persone speciali per poterli aiutare; siamo come una grande famiglia e ci dobbiamo aiutare gli uni gli altri.

Che effetto hanno le nostre attività sui ragazzi?
Ci conosciamo dal ‘96 e da allora siete parte di noi. L’effetto è tanto positivo che noi “grandi” non possiamo immaginare una festa senza di voi. Voi siete parte delle nostra famiglia. I ragazzi vi sono tanto affezionati e pensano che siete dei nostri.

Grazie per tutto quello che fate.

CIO’ DI CUI TUTTI ABBIAMO BISOGNO E’ AMORE

Dopo il murales della pace a Mostar (Bosnia) nell’estate del 1996 e al Villaggio Violino (Brescia) nel settembre 2001, abbiamo fatto la terza tappa di questa meravigliosa esperienza nel centro parrocchiale di S. Martino- Forette (VR) nei giorni 12,13 e 14 marzo.
Nonostante la settimana di pioggia e neve (per chi veniva dal Trentino come noi), il Signore ci ha donato 3 giorni di sole come segno del Suo amore per abbellire ancora di più il murales e farne riplendere ancora la sua luminosità. Ci siamo uniti subito in un rapporto d’amicizia sincero coi giovani del posto e abbiamo affrontato temi molto profondi nelle nostre chiacchierate.

Oltre ad avere un gruppo di artisti ed aiutanti (Mark, Paco ed adolescenti… con qualche adulto temerario) gli altri (Anna, Andrea e Paolo) sono stati impegnati a tempo pieno ad intrattenere i numerosi ospiti ed amici accorsi per l’occasione. Abbiamo così “improvvisato” incontri di vario genere, più o meno programmati, che ci hanno tenuti occupati fino a notte fonda del venerdì e del sabato.
Solo Gesù poteva farci unire così alla perfezione e creare quella magia che ancora oggi ci è rimasta nel cuore.
Una mamma ci ha scritto: “Carissimi amici, Forette ha vissuto in questi giorni momenti intensi di gioia, di amicizia, di condivisione con persone splendide come voi! Il nostro grazie sincero, con il cuore. Sarà impossibile per noi dimenticarvi… siete troppo speciali.
Con affetto!
La comunità di Forette. Vostri in Gesù”

Filippo, un adolescente, ci ha ringraziato così con un SMS qualche giorno dopo la nostra partenza:“Grazie per aver portato luce nella mia vita. Dio vi benedica”

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Magari il prossimo murales lo faremo nel tuo paese…!

 

ALTRI STRUMENTI DEL SUO AMORE…

C’è qualcuno a Rovereto che tutti sembrano conoscere, un viso amico sempre pronto a sorridere e anche a commuoversi. Si chiama Romolo e da anni è uno dei tanti ospiti della Casa di soggiorno per anziani di Rovereto. Avendo subito un’operazione alle corde vocali, l’unico modo con cui comunica con gli altri è per mezzo di carta e penna. Sbagliato! Romolo comunica soprattutto con il sorriso e con il linguaggio universale dell’amore. Il suo interesse per i bambini e per chi soffre lo ha spinto molte volte a raccogliere giocattoli e altre cose utili che ci consegna con tanta gioia e che poi noi pensiamo a distribuire..

Romolo

Sempre ospite nella stessa casa di soggiorno, ma spesso in giro per Rovereto con la sua super “Spider” (una sedia a rotelle motorizzata!), Luciana non ha permesso ad un handicap di spegnere il suo interesse per il prossimo, soprattutto per chi è vittima di ingiustizie. E’ impegnata in molti progetti di solidarietà e sempre pronta ad intraprendere conversazioni vivaci e stimolanti. Tempo fa, un orfanotrofio qui in Croazia si è visto arrivare un bel po’ di copertine, raccolte da Luciana & C. Appeso nella sua camera troverete un bel poster con il suo nuovo motto: “ Se vuoi esser felice, fa’ felice gli altri!”

Luciana

Circa 4 anni fa, Guido (di Verona) era riuscito ad arrivare in Croazia con un carico di aiuti umanitari e ad incontrarsi con un gruppo di ragazzi disabili del posto, che ancor oggi lo ricordano. Anche Guido gira da anni in sedia a rotelle, dopo un serio incidente che, quasi trent’anni fa, gli ha drasticamente capovolto la vita. Eppure, la lista è interminabile di tutto il bene e le persone che Guido è riuscito ad aiutare in questi anni, nonostante acciacchi, incidenti e complicazioni varie. E, se volete farvi una bella risata, invitatelo a cena!
                                               Guido
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I VANTAGGI DI UN HANDICAP
di Maggie

La vita procedeva normalmente per i miei genitori in Bulgaria durante gli anni settanta, nel mezzo dell’era comunista. Nacque mia sorella e poi, nell’ottobre del 1976 arrivai io.
Avevo circa una settimana di vita quando i miei genitori scoprirono che non ero una bambina “normale”. Nel giro di due settimane mi era cresciuto un tumore benigno sul viso, al punto da sembrare una grossa spugna rossa che mi copriva la faccia. Dopo aver girato tutti gli ospedali in Bulgaria alla ricerca di un medico che se ne assumesse la responsabilità, fui operata qualche mese dopo. Questa non fu per niente la fine dei miei guai. Passai una buona parte della mia infanzia in ospedali, comprese parecchie festività. E anche dopo 11 operazioni il mio viso non era per niente a posto.
Quando non ero in ospedale, stavo con la mia famiglia, nonni e cugini che mi amavano incondizionatamente, cosicchè trascorsi un’infanzia felice nonostante tutte le cicatrici sul viso. Il problema iniziò quando incominciai a frequentare la scuola e conoscere altri bambini. Mi tiravano i capelli, venivo picchiata, non avevo quasi nessuna amica, in poche parole, fui rigettata. Crebbi chiudendomi in me stessa, introversa, esclusa e senz’altro diversa dai bambini della mia età. Ero intelligente, una delle prime della scuola, con genitori che mi amavano e non mi facevano mancare niente, ma ero infelice. Non capivo perchè dovevo venir sempre esclusa. I miei genitori si presero la massima cura di me fisicamente ma non mi impartirono alcun valore o verità spirituale, non possedendone alcuno loro stessi. Non riuscivano neanche a relazionarsi alle mie crisi ed esigenze emotive e così arrivai all’età dell’adolescenza con tutta una serie di interrogativi, tipo: ”Perchè sono qui? Cosa devo fare con la mia vita? Il mondo intorno a me è così cattivo: posso fare qualcosa per cambiare le cose?” Incominciai a leggere libri di filosofia e alla fine mi tuffai nel mondo della musica heavy metal, perchè mi veniva facile identificarmi con quei musicisti ossessionati da una visione amara della vita, dove non esisteva alcuna ragione per vivere ed il suicidio era la via d’uscita più semplice.
Poi un giorno, di ritorno da scuola, uno straniero sorridente e sua figlia mi regalarono dei poster con un messaggio su Gesù. (In seguito venni a sapere che appartenevano all’associazione The Family). Non avevo quasi mai sentito nominare Gesù in vita mia, eccetto che da mia nonna che era morta quando avevo 10 anni. Queste persone, però, mi avevano colpito. “C’è qualcosa di speciale che brilla nei loro occhi, che non ho mai visto prima”pensavo, mentre viaggiavo sull’autobus. Mi invitarono ad un ncontro per giovani e quella sera, mentre salivo le scale che portavano alla sala, mi sembrava di sentire voci di angeli. Una dimensione completamente nuova, che neanche sapevo esistesse, stava aprendosi davanti ai miei occhi. Finalmente avevo trovato qualcuno che mi amava incondizionatamente e mi accettava per quello che ero.
Non riuscivo a comprendere la loro fede ma questa incredibile sensazione di pace e amore mi afferrava ogni volta che li incontravo e parlavo con loro. Ben presto smisi di “discutere” e aprii il mio cuore a Gesù, la ragione di quella luce che brillava nei loro occhi, così mi dissero, e di cui sapevo così poco. Iniziai a studiare la Bibbia e tutto ad un tratto la mia vita acquistò un significato. Finalmente compresi che il senso della vita era donarsi agli altri e che solo nel far felice qualcuno si poteva trovare la vera felicità.
Ma anche parecchio tempo dopo aver lasciato il mio mondo senza luce, avere un handicap mi dava parecchio fastidio. Non ero come tutti gli altri, e dovevo sempre andare in giro con quei terribili segni sulla faccia. Non avevo ancora trovato una risposta alla domanda che mi aveva ossessionato fin da bambina: ”Perchè me, Signore? Perchè dovevo nascere con un handicap, un viso brutto e segnato, e portare quella croce per il resto della mia vita?” Dio stava guidandomi lentamente a scoprire la risposta.
Incominciai ad aiutare gli altri, a pensare di più ai loro problemi e automaticamente sempre di meno a me stessa. Solo ogni tanto mi commiseravo un po’. Scoprii che quando qualcuno mi confidava un problema provavo tanta comprensione e amore al punto da piangere insieme, perchè conoscevo la sofferenza e il dolore. Così mi resi conto che se fossi nata con un viso perfetto e normale, più tutti gli altri talenti, mi sarei così inorgoglita e avrei fatto così tanti piani per la mia carriera e una vita egoistica che non avrei mai potuto scoprire i veri valori, aprire il mio cuore al Signore e dedicare la mia vita al servizio degli altri.
Invece di un viso carino mi ritrovai un cuore sensibile per aiutarmi a capire meglio le sofferenze altrui, un carattere più umile, la consapevolezza che qualsiasi cosa buona facessi era grazie ai doni del Grande Creatore, la capacità di sorridere fra le lacrime e riflettere l’amore di Gesù, invece di essere presa dalla preoccupazione di farmi “notare”. Ero arrivata a desiderare che la gente vedesse Gesù e il suo amore in me, invece di me stessa e della mia perfezione.
E adesso, ricevo perfino dei complimenti. Strano, eh? So che le persone non sono attratte dalla mia bellezza fisica ma dallo spirito d’amore in me. Ho scoperto quello che conta davvero e dopo tanti anni sono entrata nel mondo dei “normali” anzi, con qualcosa in più, una luce innegabile che mi splende negli occhi.
Così, ho accettato il mio handicap o sono ancora piena di risentimento? Beh, il mio handicap è una delle caratteristiche della mia vita di cui sono più grata che mi ha fatto diventare quello che in fondo avevo sempre voluto essere: uno strumento di amore nelle mani di Dio.

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Grazie per avermi consigliato il periodico Contatto perchè ho trovato letture che adoro tantissimo. TVTB! ( Clara- Brescia)
Sai, la mia lettura del Vangelo continua in maniera automatica. E’ questo automatismo che mi sorprende sempre di più. Non è una routine come andare al lavoro, mangiare, ecc. E’ una cosa di cui sento il bisogno. La stessa cosa vale per Contatto. (Fra l’altro la preghiera del mese mi tocca moltissimo, quella di metà libretto circa). Credimi, quel giornale contiene proprio ciò di cui in quel momento ho bisogno. Mi piace pensare che sia Gesù che mi sfoglia le pagine…
In fondo ti indico i dati per un nuovo abbonamento. Sto facendo una grande pubblicità a questo giornale, vedremo se riesco a trovare qualche altro contatto da contattare!) (Massimo – Verona)
Carissimi amici,
voglio raccontarvi un pò le avventure di questi ultimi mesi. Sono stata ricoverata in un ospedale psichiatrico un giorno, per un problema non grave. Quando entrai dentro, vidi facce arrabbiate e piene di dolore e pensai: “Questo posto deve cambiare: sicuramente sono finita qui per un buon motivo”.
Girando per le stanze vedevo ogni tipo di malattie. Gente completamente fuori di testa, altri semplicemente che gironzolavano senza meta. Dapprima feci amicizia con i pazienti che non stavano proprio male e incominciai a leggere loro delle storie dal giornalino Contatto. Mentre leggevo, una donna nella mia stanza che stava facendosi una flebo sentì la storia e mi chiese: “Puoi accompagnarmi a fare una passeggiata fuori?” Ero così felice! “La mia lettura ha fatto effetto”, pensai. Così la portai a fare una passeggiata e la aiutai anche a mangiare finchè più tardi fu in grado di farlo da sola. L’infermiera di turno, la mattina dopo, non riusciva a crederci, aveva le lacrime agli occhi. Cercai anche di aiutare la donna che le stava accanto, una persona completamente assente. La prima volta che riuscii a farle bere del tè, la mia gioia fu indescrivibile. Tutti i pazienti ascoltavano le mie storie. Alcuni incominciarono a pregare. La loro preghiera preferita era: “Gesù, amico degli umili, fa’ che il nostro cuore sia simile al Tuo”.
Sapevo, cari amici, che stavate pregando per me, che l’amore di Gesù potesse illuminare quell’ospedale così tetro e deprimente. Così decisi di fare del mio meglio per spargere la Sua luce. Scrissi anche ai medici una lettera sull’importanza del sorriso, che tutti i pazienti sono esseri umani e hanno del potenziale. Continuai a prendermi cura di varie persone e in questo modo incontrai una signora terrorizzata dalla paura al punto che non smetteva di urlare. La presi per mano e le parlai a lungo. Finalmente si calmò e sul suo volto si formò un bellissimo sorriso che non dimenticherò mai. A questo punto erano i pazienti che venivano da me e mi confidavano i loro problemi. Non dimenticherò mai questa esperienza e sono convinta che il Signore mi ha usato per portare il Suo amore nelle vite di questi malati. Ha accresciuto la mia fede e, penso, anche la loro. Ogni volta che vengo a trovarvi mi viene in mente quella preghiera: “Fa’ che il mio cuore sia simile al tuo”. Eso che Gesù ha fatto diventare i loro cuori simili al Suo. 

Danijela (24 anni) 

 

RIFLESSIONE
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L’ANFORA CREPATA
Un portatore d’acqua in India aveva due grandi anfore. Entrambe pendevano dai lati del bastone che portava sulle spalle.Uno dei vasi era perfetto e riusciva, dopo un lungo tragitto, a trasportare tutta l’acqua alla casa del padrone, mentre l’altro aveva una crepa e arrivava solo mezzo pieno. Questo andò avanti ogni giorno per due anni. Naturalmente, l’anfora perfetta era fiera di sè e nel sentirsi pienamente realizzata. But l’anfora crepata si vergognava della sua imperfezione ed era rattristata al pensiero che poteva fare solo metà del suo compito.Dopo essersi sentita per anni un fallimento, un giorno ne parlò al portatore di acqua.
“Mi vergogno di me stessa e voglio chiederti scusa”. “Perchè? – chiese l’uomo- Di cosa ti vergogni?”

“Durante questi ultimi due anni ho potuto fare solo metà della mia parte perchè , lungo tutto il tragitto, perdo acqua da questa crepa che ho sul lato. E per colpa di questo mio handicap tu devi fare tutto questo lavoro senza riceverne pieno credito” mormorò il vaso. L’uomo si impietosì per la vecchia anfora crepata e con tenerezza disse: “Sulla via del ritorno voglio che tu dia un’occhiata a dei bellissimi fiori lungo il sentiero.” Infatti all’andata l’anfora notò che il sole scaldava dei bellissimi fiori selvatici lungo il sentiero e questo la rallegrò un po’. Ma alla fine della strada si sentiva ancora male perchè aveva perso metà dell’acqua, così di nuovo si scusò con il portatore.
Ma lui le disse: “ Hai notato che c’erano fiori solo dal tuo lato del sentiero e non da quello dell’altro vaso? Questo perchè ho sempre saputo del tuo problema, ma ho tratto vantaggio dalla situazione. Ho piantato dei semi di fiori dalla tua parte del sentiero e ogni giorno li hai innavvertitamente innnaffiati. E’ da due anni che raccolgo questi bellissimi fiori con cui decoro la casa del mio padrone. Se tu non fossi quello che sei, lui non avrebbe mai questa meraviglia in casa sua”.
Ognuno di noi ha le sue particolari “imperfezioni”. Siamo tutti dei vasi crepati. Ma se siamo disponibili, Gesù potrà usare anche questi nostri difetti per abbellire la casa di suo Padre. Se Gesù ti chiama a svolgere un compito particolare, non preoccuparti dei tuoi limiti. Riconoscili e poi permettiGli di sfruttarli così anche tu potrai abbellire il Suo cammino.

-Autore sconosciuto

 

PROGETTI IN CORSO

 

-Durante i mesi di aprile e maggio abbiamo organizzato degli incontri per adolescenti nelle scuole Gelsi e S.Nicolò qui a Rijeka. Lo scopo era di presentare le nostre attività e lanciare una proposta a chi fosse interessato a darci una mano nei vari progetti di clownterapia. Più di 20 ragazzi hanno risposto all’appello e sono già venuti con noi in vari istituti e ospedali, entusiasti non solo di fare qualcosa di diverso dalla solita routine, ma anche di scoprire la vera gioia che si prova quando si aiutano gli altri e ci si dimentica dei propri problemi.

-Finora sono già stati finalizzati quattro campi estivi per giovani interessati a partecipare alle nostre attività di volontariato. Stiamo inoltre ricevendo richieste per altre visite… prenotatevi in tempo!

-Come ogni estate, un gruppo di noi sarà impegnato in Italia durante la “Festa della Luna”, un ritrovo giovanile che da anni richiama migliaia di giovani, soprattutto per le quantità di droga che circolano liberamente. Con il nostro punto di ascolto e messaggio alternativo speriamo di poter venir incontro a questo ovvio aspetto del disagio giovanile che putroppo si fa sempre più sentire nella nostra società del benessere.

-Alcuni dei nostri volontari approfitteranno dei mesi estivi per far visita ad amici e persone interessate a partecipare nelle nostre attività, anche part-time. Svolgeranno seminari in varie località della Croazia, con lo scopo di incoraggiare il volontariato locale.

-Lara (figlia di Michael e Anna) con il marito Sean, sono venuti dal Sud Africa a farci una breve visita. Prima che partissero, abbiamo invitato quasi una quarantina di amici e volontari a casa nostra e in quell’occasione Sean e Lara ci hanno fatto vedere un toccante filmato sulle loro attività missionarie in Africa. Oltre che a motivarci tutti a fare di più per il nostro prossimo, ci ha anche fatto riflettere su tante comodità che prendiamo per scontato e pressocchè assenti in molti paesi poveri del Terzo Mondo

-Anche Paloma, Paco e Alexis hanno sentito il richiamo dell’Africa! Per ora si sono trasferiti in un altro centro di volontariato a Praga, dove continueranno i preparativi per questo nuovo campo di missione.

GRAZIE!

Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti. Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo e energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia. Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”
In ogni giornalino cerchiamo di elencare quelle che sono le necessità più immediate, ma non dovete sentirvi limitati solo a questa lista. Molti ci aiutano mensilmente o periodicamente con un’offerta sul nostro conto corrente. Oppure ci ospitano quando veniamo in Italia. O ci aiutano con alimentari, vestiario, perfino detersivi. O ci riparano gratuitamente i furgoni, ci sviluppano le foto, ci stampano il giornalino…e qui manca davvero lo spazio per raccontarvi tutti i piccoli e grandi atti di generosità accaduti anche solo in questi ultimi mesi. Grazie a tutti voi, e naturalmente, grazie a Dio!

Visto che siamo sempre più impegnati in incontri per giovani, scuole, gruppi parrocchiali ecc., è sorta l’idea di acquistare un video proiettore che ci permetta di raggiungere meglio questi grandi gruppi. Finora ce l’abbiamo fatta con qualche foto o anche lo schermo del nostro computer portatile (vedi foto sopra), ma si potrebbe fare molto di più con un video proiettore! Filmati, cineforum, ecc. Il potere dell’immagine è immenso, oggigiorno. Siccome il costo è abbastanza elevato, per attuare un progetto del genere abbiamo davvero bisogno del vostro aiuto! Se siete interessati ad aiutarci, ogni offerta versata specificatamente a questo fine verrà profondamente apprezzata! O se qualcuno se ne ritrovasse uno di seconda mano, ma ancora in buone condizioni, fateci sapere…
I nostri giardinieri ci fanno sapere che qualcosa che alleggerirebbe parecchio il loro lavoro è un tagliaerba. Non dev’essere l’ultimo modello, ma un po’ più avanzato della falce che stanno usando adesso.
Grazie! 

 

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Notiziario n. 20

Carissimi amici,
dopo un’estate carica di emozionanti esperienze e progetti, torniamo ad “incontrarci”, tramite questa ventesima edizione del nostro giornalino. A pensarci bene, dovrebbe essere un’occasione da festeggiare! Non ci saremmo mai immaginati di arrivare fino a questo punto ma evidentemente non è tutta farina del nostro sacco, in quanto soprattutto opera del Signore. Nelle prossime pagine parleremo di un argomento che sta a cuore a molti e che comunque ci coinvolge parecchio nelle nostre attività di volontariato: i giovani. Più che mai in questi ultimi anni, dovuto senz’altro ad una perdita sempre più evidente di valori, il disagio giovanile sta diventando un argomento preoccupante. Basta leggere i giornali o semplicemente fare una passeggiata al parco… A volte il problema è proprio in casa. Eppure, ci sono giovani meravigliosi nella nostra comunità ed altrove che stanno portando ogni giorno una ventata di aria pulita, tanto amore, fede ed entusiasmo a questo mondo stanco e malato

Siamo convinti che in tanti giovani apparentemente svogliati o ribelli esiste un enorme potenziale tutto da scoprire e con i nostri occhi abbiamo testimoniato il miracolo di tante vite cambiate. E non è finita….
con affetto
Anna

“Tratta le persone come se fossero già ciò che dovrebbero essere e le aiuterai così a trasformarsi in quello che hanno la capacità di diventare.”
-Johann Wolfgang Von Goethe

“Non esiste gioia o ricompensa più grande del poter far la differenza nella vita di qualcuno”
– Sister Mary Rose McGeady 

UN MURALES CHE TRABOCCA D’AMORE

Questo è il titolo che Erika, un’amica giornalista, ha dato all’articolo che ha scritto sul nuovo murales fatto a Rijeka, presso il centro per la rieducazione di bambini e ragazzi, nei giorni 26 e 27 agosto.
E’ il quarto di questo tipo che facciamo (vedi giornalino numero 19, pagina 3), il primo in assoluto in terra croata. Proprio in questa settimana ne abbiamo completato un altro (siamo a quota cinque!), ma all’interno, nel refettorio.


Il Dom za Odgoj è un istituto con cui già in passato abbiamo avuto una buona collaborazione, proponendo spettacoli di vario genere e portando alcuni ragazzi del centro nella nostra comunità in occasione di giorni speciali, per fare delle attività insieme.

Dragica (Carolina), la direttrice, si è dimostrata molto disponibile all’idea di dipingere il nostro simbolo colorato “Ciò di cui tutti abbiamo bisogno è amore” sulla facciata principale del reparto maschile del centro, che ora è abbellita da una magnifica chiazza di colore, molto ben visibile anche da tutti i passanti. (Vedi foto)


Ci ha detto: “Siamo noti per coloro che lavorano in un posto grigio e scuro, fatto di solo cemento e ferro… ma ora non più! Questo stupendo murales ora abbellisce il nostro centro. Grazie davvero!”


Dove faremo il prossimo?

Cinque anni per i giovani

Uno degli scopi della nostra associazione è di lavorare con i giovani, distoglierli da un mondo di droga, violenza e dipendenze varie ed aiutarli a scoprire il vero significato e la gioia di vivere coinvolgendoli nel volontariato. Con questa breve carrellata di iniziative vogliamo darvi un’idea del nostro impegno in questo settore durante gli ultimi 5 anni.
Inverno 1999 – abbiamo gestito un club per adolescenti a Rijeka.
Estate 2000 – partecipato per la prima volta alla famosa “Festa della Luna” vicino a Bergamo, con un punto d’ascolto a disposizione di migliaia di giovani. Durante la stessa estate abbiamo lanciato la proposta di “vacanze alternative” e il primo campo-scuola per giovani. Invece che passare l’estate solo alla ricerca di un piacere personale, molti giovani hanno iniziato a partecipare in progetti umanitari e a sperimentare la gioia che viene nell’aiutare il prossimo.
Primavera 2001 – corsi di lingua inglese per bambini ed adolescenti profughi nelle scuole di Vojnic e Krnjak. Seminari e campagna anti-droga in due scuole superiori di Ogulin.
Estate 2001 – Punto d’ascolto alla “Festa della Luna” e due campi-scuola per giovani. Primo murales “Ciò di cui tutti abbiamo bisogno è amore” con i giovani del Villaggio Violino di Brescia.
Autunno 2001 – Corso di inglese per gli adolescenti dell’orfanotrofio di Lovran.
Primavera 2002 – incontri settimanali per gli studenti delle scuole “Gelsi” e “Belvedere” di Rijeka, sui temi della droga, dipendenze, violenza, guerra, musica ecc.

Estate 2002 – Punto d’ascolto alla Festa della Luna e due campi-scuola.
Autunno 2002 – Seminari e campagna anti-droga in scuole e istituti a Cres e Mali Losinj.
Primavera 2003 - Seminari e campagna anti-droga in scuole e istituti a Zara e Pula. Continuazione dei corsi d’inglese nella scuola di Krnjak.
Estate 2003 – Punto d’ascolto alla “Festa della Luna” e 4 campi estivi.
Primavera 2004 – Seminari per gli adolescenti delle scuole “Gelsi” e “S.Nicolò” di Rijeka sul tema della clown-terapia. Molti giovani del posto iniziano a partecipare alle nostre attività settimanali di clown-terapia presso ospedali e istituti della città. Secondo murales con i giovani di Forette- S. Martino (Verona).
Estate 2004 - Punto d’ascolto alla “Festa della Luna” e 5 campi estivi. Primo e secondo murales in Croazia, al Centro di recupero per giovani qui a Rijeka – vedi articolo a pag.2
E abbiamo molti altri progetti in arrivo, vi terremo informati! (vedi sotto)

Finalmente un frigo per Angia e famiglia: profughi della Bosnia
“QUESTO SI’ CHE E’ UN BUON FRUTTO”

Parlando di come il volontariato possa anche aiutare i giovani che lo fanno a scoprire nuovi valori, abbiamo pensato di pubblicare una piccola intervista fatta ad un amico che fra l’altro quest’anno ci ha portato il suo gruppo Scout. Insieme abbiamo passato dei momenti indimenticabili (vedi pagina centrale per altre foto e reazioni).
Mauro, parlaci un po’ di te.
Ho 26 anni e frequento molto spesso il 4° piano dell’ospedale civile di Brescia, ovvero il reparto di Chirurgia e Terapia Intensiva Pediatrica, dove pratico con forte motivazione e umiltà la difficile arte dell’Infermiere. Lavorare con i bambini può sembrare bello e divertente, ma aimè quando essi sono ammalati, diventano ancora più complessi e vulnerabili, ma nello stesso tempo trasmettono la gioia di vivere e di fronte alla malattia non si piegano, forse perchè molti di essi non se ne rendono conto.
Nella vita sono anche uno Scout e vivo, o almeno cerco di vivere secondo i principi che lo scautismo mi insegna, ed è proprio grazie anche a questi principi che mi sono avvicinato alla realtà dell’ex Jugoslavia.

 Come sei arrivato in questa parte del mondo?
La prima esperienza che ho vissuto nell’ex-Jugoslavia è stata qualche anno fa con gli Scout, nel campo profughi di Postojna in Slovenia. Un’esperienza così meravigliosa che mi ha spinto a mantenere i contatti con queste persone.Ho imparato la loro lingua, conosciuto le loro tradizioni, assaporato i loro piatti e colto i loro profumi, condiviso le loro gioie e pianto le loro guerre. Ed è così che è incominciato questo grande viaggio, passando per Vukovar, poi Sarajevo, Zagabria e Rijeka, dove ho conosciuto dei fratelli meravigliosi, Paolo e la sua banda “Per un mondo migliore”.
E queste esperienze come hanno influenzato la tua vita?
Direi l’hanno stravolta. Ho scoperto la luce d’ogni anima, dal bambino che incontravo all’anziano che aiutavo ad alzarsi. Ho abbracciato l’amore, catturato ogni momento per diventare migliore, cercando di vivere da buon e non da bravo cittadino. Dalla prima volta che ho preso in braccio “un piccolo bimbo di Bosnia” mi son sentito vero e tutte le volte che incontro un piccolo sorriso, apro il cuore e chiudo gli occhi per continuare a sentirmi vero e vivo. Ed è così che affronto la giornata, cresco e maturo giorno per giorno e quando sarò ai piedi di Dio, Lui mi accarezzerà e poi mi assaggerà dicendo: questo sì che è un buon frutto!
    Che messaggio vuoi dare ai giovani?
Prendete in braccio quel “piccolo bambino di Bosnia”, che sia la vostra mamma, il vostro fratello, il vicino di casa, il vostro migliore amico o il vostro nemico, non importa! Ma prendetelo in braccio e sentitevi veri. Così Dio potrà ancora una volta dire:anche questo è un buon frutto!
“Questi giorni sono stati stupendi. All’inizio della prima giornata ero un po’ nervoso perchè non sapevo cosa mi stava aspettando, ma poi mi sono divertito molto. I bambini mi toglievano il fiato perchè ero al centro dell’attenzione. Oggi ho bevuto solo due caffè, mentre gli altri giorni cinque o sei! (ndr. Tipico di quando si visitano le famiglie profughe). Finalmente sono riuscito ad imparare il canto croato che facevamo sempre insieme. Ho insegnato anche ai bimbi del campo profughi a suonare con l’erba e con il flauto. Voglio ringraziare molto i proprietari di questa casa che ti prego Signore di benedire. Grazie mille per quello che Tu stai facendo. Il tuo Scout.”
(Luca, Gardone Val Trompia- BS)

“Grazie veramente per questi giorni passati insieme. Grazie alle vostre testimonianze e alle esperienze, anche se poche, ho capito che l’amore, l’amore di Gesù, si può vivere veramente e soprattutto semplicemente. Anche se so che per me la strada è ancora lunga, penso che grazie a voi ho ritrovato l’entusiasmo di quando ero bambina, come dice la canzone che abbiamo cantato insieme “Devi diventare bambino”. Grazie!”


(Cristina, Milano)
  “Grazie di cuore per tutto quello che avete fatto, per esservi ognuno resi strumenti del Signore ed avermi mandato il Suo amore in ogni cosa…Qui si respira davvero Gesù e lo dirò a tutti, statene certi! Io sto iniziando a sperimentare il vero amore di Dio. Voi siete stati il Suo pennello nel disegnare la mia vita e sono sicura che lo sarete ancora. Vi voglio bene! Pregherò per voi sempre, voi fatelo per me.”

(Irene, Milano)

“E’ stata un’esperienza bellissima… spero, anzi desidero rifarla! Grazie Gesù per avermi fatto conoscere queste persone stupende che si sono donate a noi completamente. Grazie a tutti, a presto. Grazie anche per tutto quello che ora non riesco a scrivere.” 

(Alessia, Pezzaze-BS)

Ciao amici miei, grazie per la vostra e-mail con quelle due bellissime immagini del vostro ultimo murales a Rijeka. Siete diventati dei bravi artisti, grazie Gesù. Aspettando vostre belle notizie, vi auguro sempre tanta gioia e amore. Un abbraccio forte a tutti. Dio vi benedica!
(Luciano, Brescia)

Ancora non sono passata a vedere il murales “dal vivo”, ma sullo schermo del computer sembra bello e mi fa ricordare la mia infanzia, un mondo di favole e di sogni. Tanti saluti!
(Mirjana, Direttrice Hypo Banca, Rijeka)

AIUTO! HO UN ADOLESCENTE IN CASA!
                            

Vi sentite esclusi dalla vita dei vostri figli e volete ristabilire un contatto? Vi sentite feriti dagli scossoni o dai colpi dovuti alle turbolenze nella relazione con i vostri figli adolescenti?
Volete fare la differenza nella loro vita e nella vostra?
Questo volumetto affronta questi ed altri argomenti. Fateci sapere se vi interessa e saremo felici di spedirvelo o in qualche modo recapitarvelo.

 

SEGRETI PER IL SUCCESSO

        Se vi ricordate, in una delle edizioni passate del giornalino, avevamo inserito la pubblicita del nostro calendario perpetuo: “Segreti per il successo”. Beh, quelle poche copie che avevamo sono state un vero successo! Vista la crescente richiesta, quest’anno ce ne siamo procurati un numero maggiore e saremo felici di farveli avere. Durante l’anno molti ci avevano scritto o telefonato per ordinarne ancora e ci scusiamo per non aver potuto soddisfare le vostre richieste.            Se quindi volete fare un regalo diverso che porterà significato e una briciola di saggezza ad ogni giorno dell’anno, scegliete il nostro calendario! Alcune ditte ci hanno fatto sapere che hanno l’intenzione di personalizzarlo con un adesivo e regalarlo ai loro dipendenti in occasione del nuovo anno. Nessun problema! Ma ordinateli in anticipo perche ne abbiamo solo un numero limitato.
Un’altro modo con cui alcuni amici ci avevano aiutato era nella vendita di questi calendari, quindi un’altra proposta che volevamo fare a tutte le persone di buona volontà è questa: aiutateci a distribuirli! Ovviamente, non sono solo un prodotto commerciale, ma contengono una vitamina spirituale per ogni giorno dell’anno e tutto il ricavato, spese a parte, andrà a favore delle nostre attività di volontariato.
RIFLESSIONE
    UN GIRO IN BICI
QUANDO INCONTRAI GESÙ, LA MIA VITA DIVENNE UN PO’ COME ANDARE IN BICICLETTA: era un tandem, io stavo al manubrio davanti e sceglievo la direzione, Gesù era sul sellino posteriore e mi aiutava a pedalare.
Non ricordo come successe, ma Gesù mi suggerì di scambiarci di posto. Da allora la mia vita non è stata più la stessa. Gon Gesù la passeggiata è molto più interessante.
Quando guidavo io, sapevo la strada; era sicura e scontata, ma piuttosto noiosa – sempre la distanza più breve tra due punti. Quando però Gesù prese la guida, conosceva tutte le “allungatoie” su per le stradine di montagna e poi giù in discesa a rompicollo; pensavo solo a restare attaccato al manubrio!
Non volevo mettere in dubbio la sua competenza, ma una volta non potei fare a meno di chiedergli: “Non pensi che dovremmo rallentare un po’? Ho paura!” Lui si girò e mi sorrise; mi toccò la mano e rispose: “Va bene così. Pedala.”
A volte mi lasciavo prendere dalla preoccupazione e dall’ansia e gli chiedevo: “Dove mi porti?”
“È una sorpresa”, replicava ridendo. Un po’ alla volta imparai a fidarmi. Dimenticai la mia vita noiosa e cominciai a godermi l’avventura.
Mi fece conoscere persone che avevano i doni di cui avevo bisogno – doni di amore, guarigione, accettazione, gioia. Queste mi offrirono i loro doni per il mio viaggio – il nostro viaggio, quello del mio Signore e me – e riprendemmo la strada. Lui mi disse: “Regalali ad altri” – e li regalai ad altre persone che incontrammo. Ma successe una cosa stranissima: scoprii che più davo via quelle cose, più ne avevo per me stesso e per le altre persone che incontravo in seguito per strada. E il nostro carico rimaneva leggero. All’inizio non mi fidavo a lasciare a Gesù ogni controllo sulla mia vita, pensavo che l’avrebbe rovinata; ma Lui sa le possibilità e i limiti della mia bicicletta, conosce tutti i trucchi. Sa fare curve strette ad alta velocità, sa far saltare la bicicletta per evitare i sassi, riesce perfino a farla volare quando la strada scompare sotto di noi.
Sto imparando a non preoccuparmi e a non desiderare di riprendere controllo, ma semplicemente rilassarmi e godermi il panorama, la brezza fresca sul viso e la meravigliosa compagnia del mio costante compagno, Gesù.
A volte mi stanco ancora, perché è un viaggio lungo e faticoso, ma Gesù mi guarda con un sorriso e dice: “Pedala”.
-ANONIMO

                                         PROGETTI IN CORSO
     In settembre ricominceremo le attività di clown-terapia. Ogni settimana, con l’aiuto di altri giovani volontari della zona, porteremo sprazzi di gioia nei vari istituti e ospedali della città.
All’inizio di ottobre organizzeremo una serie di laboratori di arte, musica e teatro presso l’ospedale psichiatrico di Kampor, nell’isola di Rab. L’iniziativa durerà circa 5 giorni, e verrà attuata in collaborazione con Lidija e la sua associazione Koraci di Rijeka.
A fine ottobre (il 23 e 24) si svolgerà anche il ritiro annuale per chiunque senta l’esigenza di staccare dalla routine giornaliera e passare un paio di giorni a “disintossicarsi” spiritualmente.
In novembre inizieremo i preparativi per il periodo di attività natalizie, compreso le prove per il nostro nuovo spettacolo che ci aiuterà a portare l’amore di Gesù a tante persone bisognose durante tutto il mese di dicembre.
                               ULTIME NOTIZIE
                 Paloma, Paco e Alexis partiranno il 18 novembre per il Sudafrica e da lì poi si sposteranno in Namibia, il loro nuovo campo di missione!
Due nuovi volontari sono venuti a prendere il loro posto: Joy (27 anni) dalla Romania, e Angelo (22 anni) italo-peruviano.
Grazie !

Come forse già sapete, la nostra associazione opera a tempo pieno grazie all’aiuto di molti.
Siamo estremamente grati per ogni piccolo o grande aiuto che ci permette di continuare a dedicare tempo ed energie a tante realtà bisognose. Non siamo una grande organizzazione, ma proprio per questo niente viene sprecato in burocrazia intermedia. Siamo 24 ore su 24 al servizio del prossimo, cercando fra l’altro di coinvolgere e motivare parecchi giovani italiani che abbiamo ospitato per periodi più o meno lunghi. Molti, meravigliati, ci chiedono: “Ma come fate ad andare avanti?”. La risposta è semplice: “Anche grazie al vostro aiuto!”
In ogni giornalino cerchiamo di elencare quelle che sono le necessità più immediate, ma non dovete sentirvi limitati solo a questa lista. Molti ci aiutano mensilmente o periodicamente con un’offerta sul nostro conto corrente. Oppure ci ospitano quando veniamo in Italia, o ci aiutano con alimentari e altri beni di prima necessità, o ci riparano gratuitamente i furgoni, ci sviluppano le foto, ci stampano il giornalino…e qui manca davvero lo spazio per raccontarvi tutti i piccoli e grandi atti di generosità accaduti anche solo in questi ultimi mesi. Grazie a tutti voi, e naturalmente, grazie a Dio!
Un grazie particolare a dei carissimi amici in Italia (desiderano rimanere anonimi) che, in risposta alla nostra richiesta sull’ultimo giornalino per un videoproiettore, hanno prontamente risposto a fine luglio acquistandocene uno nuovo di zecca! E’ stata una vera benedizione poterlo usare durante tutto il mese di agosto per i vari campi-scuola e lo sarà ancora di più durante tutto l’anno scolastico per i vari programmi e seminari che faremo nelle scuole. Grazie di cuore!

fratelli Buniotto, che già da anni stampano gratuitamente il giornalino, ci hanno gentilmente fatto avere il loro tagliaerba, e altri cari amici hanno contribuito con offerte a favore delle altre attività in cui siamo impegnati a tempo pieno.

A tutti un grande GRAZIE!

 

Altre necessità :

Un nuovo “robot” (macchina da cucina)

Carta per fotocopie

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